martedì 27 giugno 2006

UCCISO L'ORSO BRUNO: Charles Darwin ha sbagliato!

La teoria sull'evoluzione dell'uomo di Charles Robert DARWIN è sbagliata. Anzi è morta nello stesso tempo in cui è stato ucciso in Baviera l'orso bruno Ji1 sfuggito dal parco dell'Adamello nel Trentino.

L'orso,appartenente ad una specie protetta,è stato abbattuto perché pericoloso per gli animali e gli uomini. Esclusa ogni altra possibilità(!!!) il ministro bavarese ha scelto quella della soppressione.

Darwin ha fallito! Nemmeno le scimmie arriverebbero a tanto.

lunedì 26 giugno 2006

"LEI NON SA CHI SONO IO !!",allarmi son tornati...

Pensavamo,ci illudevamo,che i fautori del lei non sa chi sono io..si erano estinti,almemo in alcune regioni d'Italia,ma non è così. Chi ha interrotto pubblicamente Andreotti è stato bloccato,identificato con tutto ciò che ne consegue (andate sul blog di Beppe Grillo per conoscere nel dettaglio la notizia). Sempre recentemente il sen.Castelli,anche lui pubblicamente contestato,ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine richiedendo le generalità del suo contestatore (vedi http://www.articolo21.it/). Dai grandi potenti a quelli piccoli,i provinciali,i peggiori. Loro,nel loro territorio consci che al di fuori contano meno di zero,fanno il loro possibile per mostrare i muscoli. Fin quando c'è un popolo che li agevola... Popolo che non sa,forse,che per questi basterebbe solo una forte,secca,determinata pernacchia!! su http://www.infocity.it/, troverari altri miei articoli

venerdì 23 giugno 2006

"LA FAME ALLUNGA LA VITA..",gli africani non la pensano così!

Buone notizie dall'attualità della scienza medica. Con un titolo quanto meno infelice "La Repubblica": "La fame allunga la vita,più dello sport",pubblica i risultati di una ricerca(se volete leggere i dettagli andate su google.news o sul sito dello stesso giornale) che rivela che una dieta ipocalorica non solo ci renderebbe più longevi ma i suoi risultati sarebbero maggiori a chi si affida ad una sola attività sportiva. Pare che gli africani ed i popoli nelle loro stesse condizioni,siano in.....ti neri! Da loro la ricerca non funziona così. Pare che la fame porti per loro risultati diversi... Una fazione,però,del popolo africano(con le poco energie rimaste) sembrerebbe abbia fatto salti di gioia. Finalmente,dicono questi,i ciccioni occidentali ci daranno la parte ipercalorica dei loro pasti. Altri proporrebbero uno scambio:quello della dieta!!

mercoledì 21 giugno 2006

FILM IN TELEVISIONE: "LE CHIAVI DI CASA"

Nelle giornate "buie e tempestose" della nostra vita ci può venire in soccorso una canzone o la musica oppure un film. Accendere il televisore e trovare in programmazione Le chiavi di casa di Gianni Amelio è come una sorta di ancora di salvataggio. E così sarà stato per tanti come me che hanno avuto il piacere di ammirare questo film recentemente trasmesso da Sky. Ispirato dal libro Nati due volte di Giuseppe Pontiggia il film narra la storia di un abbandono e di un nuovo incontro che sarà poi per sempre. Gianni,infatti, giovane padre interpretato da un grande Kim Rossi Stuart rifiuta ed abbandona al momento della nascita il piccolo Paolo che perde la madre morta durante il parto. Gianni sconvolto per la perdita della moglie rifiuta Paolo,nato con un handicap. Ma le loro strade si riuniranno quindici anni dopo quando convinto dai suoi parenti Gianni decide di accompagnare Paolo a Berlino per nuove terapie. Sarà Paolo,intrepretato da un mitico Andrea Rossi che nella vita è un diversamente abile che si cimenta con successo nel nuoto,a dare coraggio e forza al padre. La scena nella quale Paolo sotto le direttive di una dura tedesca si impegna con tutte le forze nella terapia chiedendo il tempo di poter respirare tocca il cuore. Il padre,allora,interviene in aiuto del figlio rendendosi conto del peso che il figlio porta ogni giorno. Sì! Perché spesso nella vita di tutti i giorni ci si dimentica che i primi a soffrire delle loro condizioni di malattia,di sfortuna sono proprio loro: gli ammalati. Sono loro che soffrono che lottano che fanno dure e talvolta oltremodo duri sforzi nel tentativo di curarsi. Sarà,infatti, Ganni ad accorgersene di ciò ed a far ritornare il sorriso in un già simpatico Paolo che parla con cadenza romanesca in un viaggio in Normandia. Lì,lontani dalle asettiche stanze di un ospedale,padre e figlio si ritroveranno ancor di più. E sarà lontano anche per Gianni il ricordo di Nicole(interpretata da Charlotte Rampling) madre di una ragazza gravemente handicappata che gli confessa i suoi gravi momenti di dolore e sconforto . Liberi! Finalmente liberi anche dal treppiede che usa Paolo e che Gianni butta in mare i due si preparano in un ritorno a casa dove il padre ha già provveduto a far preparare una stanza per il figlio. Liberi,autonomi e come se Paolo avesse le chiavi di casa che simboleggiano la maturità,l'indipendenza dei figli. Nell'ultima scena Gianni avrà un momento di sconforto,di senso di colpa ma sarà sempre Paolo a dargli la forza di superarlo perché in fondo Paolo è abituato alla sofferenza e come superarla. Per lui pane quotidiano. Vuoi vedere quindi che i più forti sono quelli che spesso con ignoranza e in modo dispreggiativo vengono definiti handicappati e malati? I pesi,quando si portano insieme,perdono parte del loro carico e cosi sarà per Gianni e Paolo e per tante brave famiglie che nella vita di tutti i giorni affrontano queste fatiche e che sono l'altra faccia,quella per bene, di una Italia veramente inguaribile .

mercoledì 14 giugno 2006

BLOG E GIORNALISMO ON LINE

Gli italiani? Un popolo di scrittori. Almeno così sembrerebbe visto l'aumento vertiginoso dei blog su Internet. Certo esiste scrittura e scrittura e questo è un dato inequivocabile. Così come è palese che alcuni blogger amano scrivere in modo "giornalistico". Infatti alcuni blog,nel loro piccolo,si avvicinano allo stile dei giornali on-line, altra realtà inconfutabile dei nostri giorni. Esiste certamente anche l'inflazione degli aspiranti giornalisti,ma è anche vero che grazie alla rete,si è liberi dal vincolo alla carta stampata ed a tutto ciò che ne consegue. Tramite web,finalmente,si puo' dare ampio spazio alla propria creatività,alla propria passione. Come in grande "reality" sarà il pubblico a decretare i "vincitori". Saranno quei numerosi clik sui propri articoli o post che il pubblico effettuerà a realizzare il sogno di tanti. Adesso,con l'auspicio di un maggiore diffusione del mezzo Internet,i talenti avranno l'occasione di esprimersi,di relazionarsi con la gente, di portare le storie della vita in questo grande palcoscenico che è la reta web. Anche quì come in qualsiasi teatro ci sarà l'esibizione del meglio o del peggio. E meno male! Perché la libertà è bella,preziosa,importante e grazie anche al giornalismo on-line si rinnoverà un bene prezioso : quello della scelta. I lettori potranno segliere chi leggere e chi lo sa che proprio il signor nessuno,trovato per caso nella rete,raggiunga il cuore di tanti italiani come altri non fanno ?. Il valore della libertà è valore primario e non crediate che le persone non sappiano distinguere il meglio dal peggio. Informare su cosa sa Internet ed educare,chi di dovere,i giovani su quello che possono trovare è veramente importante. Come di fronte ad una bella edicola si potrà trovare la rivista scientifica o quella porno. Ma non credo che gli utenti saranno,come direbbe l'ex presidente del consiglio,così c......!!!! Sapranno scegliere. Equiparata l'informazione via web a qualsiasi altra,tramite questa possibilità e libertà,in molti si potrà dire (parafrasando il mitico Totò): giornalista? Io lo naqui...... visita il sito http://www.infocity.it/ ,importante e specializzato nelle varie forme di comunicazione giornalistica e non,potrai trovare dei miei articoli .

giovedì 8 giugno 2006

IL PROZAC è la sola risposta?

E' notizia di ieri che l'EMEA(Agenzia europea dei farmaci) si è dichiarata favorevole all'uso del Prozac e di farmaci simili per i bambini dagli otto anni in su sofferenti di depressione che non rispondono al trattamento psicoterapico. Ma è mai possibile che sempre e solo il Prozac è la risposta ai disagi,ai problemi della psiche e dell'animo umano,in particolar modo dei bimbi spesso vittime delle tensioni familiari nei quali vivono? Perché non "curare" gli "ambienti malati" piuttosto che le vittime,perchè non ripristinare il dialogo,l'ascolto,la comunità invece che somministrare solo il farmaco? Il Prozac non è la sola risposta né i bimbi i soli responsabili di un problema che spesso è collettivo e nascosto.