lunedì 31 marzo 2008
martedì 25 marzo 2008
IL CASO GIROLIMONI
Poiché questo blog si interessa anche della giustizia e dell'ingiustizia italiana, Laura ha pensato bene di inviarmi (non so se l'ha fatto anche con altri blogger) una mail sul caso Girolimoni, una vicenda che narra di un clamoroso errore giudiziario. Mi chiede Laura se è possibile dargli un pò di spazio. Gino Girolimoni, nato a Roma l'1 ottobre del 1889, di professione fotografo e curatore degli interessi degli operai vittime di infortuni sul lavoro fu accusato di orrendi e gravi delitti che avvennero nel periodo tra il 1924-1928 nella città di Roma. Sette rapimenti, stupri ed omicidi di bambine. All'epoca la stampa e lo stesso Mussolini si occuparono molto del caso. Finché, per una serie di circostanze, i sospetti confluirono su un uomo di 38 anni, scapolo e corteggiatore di donne, di nome Gino Girolimoni. Quest'ultimo venne in seguito arrestato il 7 maggio del 1927. A questo punto la stampa ebbe un ruolo importante su questa vicenda per aver, come si suol dire, letteralmente sbattuto in prima pagina come il Mostro di Roma il povero Gino. Grazie all'onestà professionale del commissario di Pubblica Sicurezza Giuseppe Dosi i fragili indizi che avevano "incastrato" Girolimoni furono smontati. Gino venne poi prosciolto dal giudice istruttore Rosario Marciano dopo che lo stesso Pubblico Ministero Mariangeli ne chiese l'assoluzione "per non aver commesso il fatto". E' da ricordare che Dosi, a causa della sua onestà investigativa, venne osteggiato dai suoi superiori e severamente punito. Le sue stesse vicissitudini, in seguito al suo operato, meriterebbero un altro post. Il proscioglimento di Girolimoni ebbe scarso spazio su i giornali e nessun indennizzo fu effettuato a suo carico. Anche se considerato innocente il nome di Girolimoni fu sinonimo di violentatore e pedofilo. La vita di Gino, sconvolta dall'errore giudiziario e dall'infamia, si concluse in povertà il 19 novembre del 1961. Nel 1972, Damiano Damiani fu il regista del film "Girolimoni, il mostro di Roma" con Nino Manfredi a lui dedicato.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 2:35 PM 7 commenti
Etichette: giustizia italiana
sabato 22 marzo 2008
AUGURI
Come qualcuno avrà notato, ultimamente, sono stato lontano dal mio e dai vostro blog. E' stata una 'pausa forzata' a causa dei miei impegni. Mi siete mancati, amiche ed amici blogger, e mi è mancato anche il mio blog. A breve, comunque, ritornerò. Ringrazio chi è già passato da me per farmi gli auguri di buona Pasqua che ricambio con affetto ed estendo a tutti. A i miei 'quattro lettori' e a tutti gli altri amici blogger. Auguri e a presto, dunque. Romano
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:30 PM 6 commenti
Etichette: blog-blogger, personale
giovedì 13 marzo 2008
Ridi che NON ti passa
Come un personaggio di Pirandello Berlusconi crede di poter dire ciò che vuole. Di conseguenza ecco l'ennesima 'battuta': "si sposi un milionario o mio figlio" rivolta alla ragazza dal lavoro incerto. Ma Pirandello stesso disse: "...ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere". Con Berlusconi, adesso, nemmeno questo ci è concesso.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 10:35 PM 14 commenti
Etichette: politica italiana
sabato 8 marzo 2008
L'altra monnezza
C'é un'aria che puzza quanto se non di più di quella che viene dalla 'monnezza' di Napoli ed è quella che abbiamo 'respirato' in questi ultimi dieci giorni. Ed è "l'aria" della cronaca politica, giudiziaria, nera del nostro Paese ed io sinceramente non mi voglio intossica l'anima. Ho, infatti, sì seguito la cronaca ma non l'ho commentata su questo blog e per due motivi. Il primo, appunto, perché credo che facendolo avrei 'intossicato' ed annoiato sia voi che io. E poi su cosa e di chi avrei dovuto scrivere? Dei poveri 'fratellini di Gravina'? Della politica (?) italiana? O di quella giudiziaria? Avrei dovuto scrivere sulla scarcerazione del figlio di Riina o della detenzione del Pappalardi? Del Partito Democratico e del suo leader? Delle liti (di già!?!) all'interno del centro-sinistra? Di quelle bestie (chiedo scusa alla razza) arrestate per aver violentato madre e figlia ( ma non solo loro purtroppo...). Della certezza della pena che deve essere severa per dei reati infamanti? Delle accuse (pesanti) di Veltri su Di Pietro 1) e delle smentite/querele di quest'ultimo? E poi tanto altro ancora... Monnezza. Monnezza non solo per "l'oggetto" di alcune di queste notizie ma per ben altro. Per l'ipocrisia, per l'incapacità, per l'egoismo di gran parte della politica, della legge e della società italiana. Il secondo motivo è questo: a mio avviso chi vuole sa. Soprattutto e forse solo grazie ad Internet l'informazione c'é. Chi vuole la cerca, la trova, l'analizza e trae le sue conclusioni. Certo è vero che esistono regioni italiane dove l'uso del web è scarso ma li esistono anche dei movimenti fatti da ragazzi che sfidano l'omertà, le mafie pur di protestare ed 'informare'. Chi vuole sa. Poi come si dice, 'non cé peggior sordo di chi non vuol sentire'. Per queste ragioni mi sento e mi sentirò libero di postare su quello che voglio, anche sul gossip. Sì, avete letto bene: gossip. Oppure notizie con post brevi ma chiari e decisi. Poi è normale, se ci dovesse essere un'attualità eclatante non mi tirerò certo indietro. Forse ci vorrebbe un Meme, di quelli utili. Una 'catena' lunghissima che unisca i blogger italiani su un singolo tema tanto che possa passare dal web al cartaceo o su gli altri media perché il blogger possa essere veramente dirompente sull'attualità italiana. Intanto, giusto per non intossiccarmi l'anima, il sottoscritto si sottrae dal respirare quest'aria malsana. La vera e più puzzolente delle 'monnezze'. p.s.: domani, anzi oggi..., passerò dai vari blog. Sono curioso. Ciao 1) http://64.233.183.104/search?q=cache:0k9t_3MGdwMJ:www.radioradicale.it/inchiesta-sullitalia-dei-valori+elio+veltri+conto+antonio+di+pietro&hl=it&ct=clnk&cd=6
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 1:40 AM 7 commenti
Etichette: attualità, blog-blogger, notizie dall'Italia, personale

