venerdì 20 giugno 2008

Quando è troppo, è troppo...

Personalmente sono abbastanza tollerante ma 'quando è troppo, è troppo'. Non vedo come non si possa pensare che la misura sia colma vedendo un uomo di 77anni condurre un telegiornale (un telegiornale??) in modo ormai semplicemente ridicolo, essere ospite di una trasmissione che sfiora anche questa il comico e cioé 'Veline' e fare in quella sede anche il 'piacione'. Di chi sto parlando? Di Emilio Fede naturalmente. Alcuni di voi diranno che era ora che mi esprimessi in questo modo. Lo so. Ma sono fatto così. Prima di dare giudizi definitivi ( a meno di un miracolo) di questo genere ci vado cauto. E' estate ormai e quindi ci dobbiamo preparare anche ad una bella dose di gossip che comunque è già iniziato con il matrimonio della Gregoraci e di Briatore. E non poteva non essere ospite di questo evento anche il nostro Fede e insieme a lui tutto un gruppo di amici tra i quali anche sua sig.ra della 'destra' Santanché (sigh!). Amici fatti di barche, 'meteorine', Costa Smeralda, bella vita insomma. Vuota ma bella vita. Dispiace, non che non si merita una vacanza, vedere le foto del presidente Fini in barca con la sua nuova compagna. Non è invidia, anche se una bella vacanza così la farei anche io, ma è la constatazione di una grande divisione nel nostro Paese. Tra c'é chi può e chi non può, il tutto ostentando il 'può' (anche se nel caso del presidente della Camera si presume siano 'foto rubate' ovvero 'gossippare'). E' estate e si riparla delle solite cose e dei soliti problemi. Gli anziani abbandonati, le precauzioni da prendere per evitare i malori estivi. Malori che prendono solo nelle città abbandonate, ai cittadini abbandonati, all' estate abbandonata. Precauzioni che il solerte Fede, naturalmente dopo l'apertura del suo tg con le notizie pro Berlusca, poi alla povertà degli italiani, poi al meteo, poi a Capri, dedica. 'Bere molto, non uscire nelle ore calde, mangiare molta frutta..' questi sono i soliti consigli. Anche quest'anno ce li dobbiamo sorbire. Ma una volta presa la decisione di non vedere mai più, nemmeno per sbaglio, il tg del 'piacione' dobbiamo pensare alle alternative. Sì, ma quali? Quella per caso della sinistra della sig.ra Melandri ospite di qualche giornata estiva in casa Briatore prima smentita e poi immortalata dalle foto prove? Non vedo che male c'é ad essere amico del manager della Renault. Il problema è atteggiarsi a paladini dei poveri e poi non fare nulla per loro. Questo sì. Insomma è estate. Estate italiana.

giovedì 12 giugno 2008

Senza un titolo

Esco dal cinema, è sera tardi e piove.
A passo veloce mi avvio verso la macchina,
sto per aprire lo sportello quando il
mio sguardo è catturato dalla figura di
un uomo steso a terra fra dei cartoni.
Nel mentre sopraggiunge un uomo.
Questo si ferma accanto al 'senza tetto'.
I nostri sguardi si incrociano e con un
cenno della testa mi fa capire di prendere
riparo dalla pioggia sotto il suo ombrello.
Cosa che faccio.
Il tutto accade in pochi secondi.
'Dispiace', dico io guardando l'uomo
a terra. 'Infatti' risponde l'altro.
Che aggiunge: 'Sono un medico'.
'E cosa si può fare...' dico questo
mentre mi accingo a salutarlo.
Una frase che non è nel mio
stile ma tant'é....
'Un attimo' mi dice lui.
'Mi dia una mano a metterlo nella
mia macchina. E' quella dietro la sua'
'Ma non so..forse sarebbe meglio
chiamare qualcuno....'
Lui mi interrompe: 'Quel qualcuno sono io!
Sono un medico' mi ripete.
Okay. Penso fra me e me. Intanto
il 'medico' apre lo sportello posteriore
della macchina e poi mi raggiunge.
Lo prendiamo, il 'senza tetto', lui da sotto le ascelle
io da dietro le ginocchia e lo carichiamo in macchina.
'Un 'ultima cosa' mi fa lui. 'Se non la disturba, se può.
Venga con me, abito a pochi passi da qui. Mi dia una
mano a portarlo casa mia'
'Sì, ma è lei che si sta prendendo la responsabilità
della cosa' dico.
Forse voi che state leggendo mi giudicherete un
'vigliacco' ma di questi tempi 'fidarsi è bene, non fidarsi
è meglio' . Non sai mai in che casini ti puoi trovare.
Tra parentesi questa mia avventura è accaduta tre anni
fa ma ogni tanto riaffiora tra i miei pensieri.
' Tutta responsabilità mia' risponde il medico. 'Stia tranquillo'
conclude.
Ci avviamo. Io telefono a casa: 'Faccio tardi' dico e
spiego un pò la situazione.
Il 'senza tetto' dietro di noi, russa.
'Sarà l'alcol'. 'Probabile' risponde il dott.
Durante il breve tragitto ci prensentiamo. Di
lui dirò solo il nome, Andrea.
'Chissà come si chiama?' dice Andrea 'il nostro
amico'. 'Lazzaro, per adesso come vuole che
si possa chiamare. Lazzaro' rispondo.
Andrea dal cellulare telefona. 'Giulia, sono io' dice e
racconta per telefono il tutto. Conclude la sua
conversazione con 'quando squillo con cellulare
fai scendere Mirco'.
Mi spiega che Giulia è una sua vicina ed amica.
Finalmente arriviamo. Mirco, il figlio di Giulia, è giù che ci attende.
Parcheggiamo la macchina davanti al portone e in tre
portiamo 'Lazzaro'.
Giulia è in casa di Andrea, ci aspetta alla porta.
Penso che è bello avere questi rapporti di vicinato.
Facciamo sedere 'Lazzaro' ad una poltrona. Andrea è un single.
Te ne accorgi subito. Casa piccola, nessuno in casa tranne
Giulia.
'Va bene' fa lui. 'Grazie di tutto Romano. Adesso ci prendiamo
cura noi di 'Lazzaro''.
'Sì, ma posso fare qualcosa...' Ad un tratto mi sento un pò
come escluso. Forse mi sono escluso io, penso. Troppa deresponsa
bilità da parte mia. Comunque ci scambiamo i numeri di telefono
e poi vado via.
Cosa potevo fare di più?
Il giorno dopo ci penso. Chissà come sta 'Lazzaro'.
Mentre sono a lavoro squilla il mio cellulare. E' Andrea, il dott.
'Romano, 'Lazzaro' ha un nome: Gianni' 'Ah, bene! Come
sta?' domando.
'Bene. E' sveglio da qualche ora ed ha fatto pure
colazione!!' risponde Andrea.
'Complimenti a voi" dico con entusiasmo ed aggiungo" Senta Andrea, oggi
comprerò qualcosa per 'Lazzaro' cioé Gianni.
Vestiti, alimenti'.
'Okay' fa Andrea. 'Ci raggiunga in
comunità, in via......'
'Comunità'? Penso.
Da li a poco vengo a sapere che Andrea è amico
di un prete direttore di una comunità che
accoglie i 'senza tetto'.
Ma ecco che accade l'incredibile, l'imponderabile.
Sento uno squillo. E' la sveglia del mio
telefonino. Era tutto un sogno!
p.s.: vi consiglio di leggere
il mio COMMENTO a questo post!!!