mercoledì 24 agosto 2011
lunedì 19 ottobre 2009
SE L'INNO E' MASCHILE, L'ABUSO E' FEMMINA?
Un'innocua pubblicità con la colonna sonora che si rifà al nostro inno nazionale e chiamata appunto 'Sorelle d'Italia' è stata criticata. Care amiche e 'sorelle d'Italia', putroppo per tutti noi è ancora lontano perché il vostro futuro possa diventare rosa basta leggere questa notizia per averne la triste prova e se il Partito Democratico si appresta a rinnovarsi (?!?) la prima cosa che dovrebbe fare e allontanare questo tipo dalle sue fila e se non lo fa, care sorelle, sarebbe ora che vi facciate sentire. Insomma, se nel nostro paese l'inno è maschile, l'abuso è soprattutto femmina anzi non solo femmina (leggete qui). L'abuso colpisce gli indifesi e la legge italiana non ne punisce i colpevoli e questa è un'altra molestia, altro che ' sorelle d'Italia'.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 11:42 PM 3 commenti
Etichette: cronaca italiana, donne, giustizia italiana, politica italiana
martedì 1 settembre 2009
LE RAGAZZE SONO.....
Le ragazze sono come le mele sugli alberi
Le donne sono come le mele sugli alberi.
Le migliori sono sulla cima dell'albero. Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché hanno paura di cadere e ferirsi. In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.
Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà 'Esse sono grandiose'. Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l'uomo giusto arrivi, colui che sia cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell'albero per esse.
Noi donne non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di tutto per raggiungerci.
La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, ne dalla testa per essere superiore. Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, e accanto al cuore per essere amata. ...
Saffo
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:04 AM 6 commenti
venerdì 21 agosto 2009
SE AMI.......
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 11:07 PM 2 commenti
Etichette: amore, donne, storie zen
mercoledì 4 marzo 2009
BELLA, COSI' COME SEI
Chissà perché le cose buone della vita, anzi ho sbagliato, in questo caso gli alimenti buoni e quindi gustosi della vita fanno male. Dal Wurstel alla maionese, dal salame alla nutella questi sono tutti cibi saporiti ma esclusi da ogni dieta che si rispetti. Almeno credo, non sono un dietologo. Una cosa però la so, io e la dieta non siamo compatibili. Per me il concetto di dieta è quello di mangiare sano. Niente bilancine quindi per pesare il cibo niente proibizioni assolute. Mangiare sano, evitando alcuni alimenti questo sì. Ma quando arriva, quando arriva la fame ovvero l'incredibile voglia di un buon panino con salame o wurstel con maionese o pomodori essiccati 'calabresi' con tanto di olio super attivacolesterolo allora, allora addio dieta!
Mi son convinto ancor di più di questa mia "filosofia mangereccia" quando l'altro giorno ho sfogliato il magazine del Corriere della Sera, "Io Donna". Bé, quasi tutte le pubblicità, Armani,Gucci, Blumarine ma anche Dolce & Gabbana erano accompagnate da figure femminili esili, troppo esili con sguardi assenti e malinconici. Ma se fosse solo così il mondo della moda.... così legato ad un'immagine distorta e malata del fisico della donna... La realtà è ben altra, fatta di tante ragazze e ragazzine che si confrontano con il proprio corpo e quello che vedono esibito come simbolo di un successo sui vari media.
In fin dei conti, poi, queste ragazze a chi devono piacere, oltre a se stessi? Chi ti vuole bene sul serio ti vuole così come sei, mia cara. Con un pò di pancetta magari e l'aria stanca di chi ha vissuto un'intensa giornata ma viva. Felice di essere così perché sei unica ed irripetibile e non un prodotto clonato come queste modelle. E poi si sa, questo tipo di "bellezza" è come il potere arrogante, quando lo perdi si allontanono tutti.
Sei bella così come sei. Anche con la pancetta!
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:19 AM 18 commenti
venerdì 22 agosto 2008
LA SPERANZA E' FEMMINA
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:30 AM 9 commenti
giovedì 6 dicembre 2007
LA TV IRANIANA BANDISCE LA PAROLA "DONNA"
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 6:25 PM 6 commenti
Etichette: donne, notizie dall'estero
giovedì 18 ottobre 2007
LA VITA DURA DELLA BLOGGER
Dura la vita delle donne ma ancor più dura è quella della donna-blogger.
Cosa credete, pensate che sia facile aggiungere fra le varie attività della donna-manager anche quella di scrivere su un blog? Per niente.
Ma quale sono le donne-blogger, eccole:
Pausa pranzo (naturalmente la mattinata è interrotta dalle varie telefonate e magari da qualche chat, o su Skype oppure è sempre meglio Twitter). E' l'unica che si concede la televisione. La vede, o a mezzogiorno o la sera in prima serata.
La caratteristica della studentessa-blogger è il fidanzato. Perennemente preoccupato perché la sua (la loro) privacy possa essere violata dal diario on-line della fidanzata. Si arriva sulla soglia della sopportazione quando lui (il fidanzato) riceve una telefonata tipo: "Allora avete deciso a che ora partite sabato??" risposta " e chi te l'ha detto??" "come...l'ha scritto Anna sul blog..". Lui s'incazza..
- la convivente/moglie (per il momento senza prole) lavoratrice-blogger:
in questo caso la vita di questa blogger diventa più complessa. Sveglia presto, colazione al volo, prima di uscire lettura e-mail, eventuali commenti dei lettori + bacio di "sfuggita" al fidanzato/marito.
E' al lavoro, ma la mente è lì: "cosa posterò oggi", "uhm..lui non mi ha letto, quell'altro invece è sempre fedele". Se poi è, la convivente/moglie lavoratice-blogger, un'esperta di tecnologia troverà il modo di twittare. Pressione arteriosa, a volte 140/90. Provate a fare questa vita e vedrete.
Ritorno a casa, pranzo veloce e scrive. Scrive sul suo blog, questo è un orario adatto. La pausa pomeridiana non esiste. PC aperto ( non fisso il coumputer..), lavoro da sbrigare a casa e pulizie dell'appartamento. Il pomeriggio è la fase pù concitata e più varia della giornata. Ore 19.00: lettura feed. Ogni tanto va in palestra, la blogger in questione, ma ritiene questo tempo sprecato. Un pò di cylette o tapis roulant, al massimo prova i balli-sociali. Ma niente: non è portata..Meglio una bella chiaccherata sul mitico Twitter, interrotta dalla cena.
Finalmente, pensa il fidanzato/marito rientrato a casa sul tardi, "ora è mia", "si sarà sfogata, si sarà stufata adesso del web..". Lo pensa pure lei, MA NON E' COSI'!!
Finalmente a letto, lei si concede. Si inizia..ed incomincia la vita hard di questa blogger..
Ma all'improvviso, tutto si ferma e lei "Aspetta, NON HO DATO LA BUONANOTTE ai twitterri!!". Non è la prima volta che fa così, ma lui l'ama anche per questo. Ed attende....
- la convivente/moglie lavoratrice con figli ed anche blogger:
è il vero caso di donna-manager-blogger. In questo caso tutta la giornata è organizzata, sin dal mattino precedente. Minuto per minuto, nulla sfugge a lei.
Si inizia dal mattino (prestissimo). Prima il figlio/i figli. Poi lei e poi una rapida occhiata all'e-mail, alle statistiche del suo blog, e via.......al lavoro.
Finito di lavorare, prende i figlio dall'asilo/scuola (anzi no, per fortuna c'é la nonna che va). A casa, prepara da mangiare. In seguito accudisce il figlio/i figli, li mette a studiare e lei va al PC (anche computer fisso in questo caso, eh sì..serve anche al marito e un domani ai figli). Scrive sul suo blog o commenta, comunque sia la convivente-moglie lavoratrice blogger NON VEDE "Uomini e Donne" di Maria De Filippi. In questo caso il fidanzato/marito è un pò geloso. Ma lei gli racconta tutte le sue avventure on line.
Cena e di nuovo (la sera tardi) è sul suo blog. Ore 22.00: CROLLA soddisfatta. E pensa "domani sarà un altro giorno..".
Che dire: donne-blogger, grazie di esistere.....
- la foto è tratta da http:www.unipa.it
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 7:15 AM 7 commenti
Etichette: blog-blogger, donne, si scherza un pò
lunedì 20 agosto 2007
quando la MAMMA è anche "SANTISSIMA",,,,
Giù le mani dalle mamme, da tutte le mamme! In Italia - e non solo - sono un'istituzione. Ed è giusto che sia così. "Chi ti vuole più bene di una mamma??" Giù le mani, quindi. Ma per curiosità, avete letto l'articolo pubblicato su Corriere.it 1) riguardo le intercettazioni telefoniche a carico di alcune donne del clan, clan forse implicati come vittime o carnefici della recente strage di Duisburg in Germania ? Vi conviene leggerlo se non l'avete gia fatto. Loro - le mamme - in assenza dei mariti impartivano ordini, stabilivano la prosecuzione di alcune "regole sacre" alle quali anche i figli maschi dovevano e devono ubbidere. Voi direte "ma questo succede solo in certi ambienti...". Non è vero, e non sono io a dirlo ma la storia. Da sempre le mamme hanno fatto - nel bene e nel male - la "fortuna" ( o la disgrazia) della famiglia. Il loro "potere" è sempre stato forte. Un "potere" attraverso il quale riusciva - e riesce - a dividere o ad unire il nucleo familiare. E gli esempi potrebbero essere tanti. Monsignor Giancarlo Bregantini - vescovo di Locri - proprio alle mamme ha rivolto il più accorato invito per far sì - se questo potesse bastare....- perchè possa finire un'antica faida calabrese ( anche se molto probabilmente non solo di faida si tratta...). "La faida è nel cuore delle donne, perché sono le donne che hanno nel cuore o il perdono o la vendetta!", queste le parole di Bregantini. Parole da estendere anche alle mamme delle cosidette famiglie normali, perchè non diventino loro da mamme, mammesantissime. 1) clicca sul link per leggere l'articolo: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/18/regole-donne-clan.shtml
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 7:00 AM 0 commenti
Etichette: cronaca italiana, donne, mafie
sabato 30 giugno 2007
ALDA D'EUSANIO RICOMINCIA.....BENE!
"Ricomincio da qui" è la trasmissione che Alda D'Eusanio conduce su Rai due.
Un programma bello ed interessante e che ieri ha trasmesso l'ultima puntata della stagione. Era da tempo che la D'Eusanio non si vedeva in tv ed ora possiamo dire che nel ricominciare ha...ricominciato bene!.
Veniva trattato - ieri - un tema di grande attualità: la violenza sulle donne e in particolare quella cosidetta domestica. Quella che si svolge tra le mura di casa e che sorprendentemente - ma non troppo visto i recenti casi di cronaca - è quella che colpisce di più le donne. Che poi tra le quattro mura le vittime dei vari tipi di violenza - da quella psicologica a quella fisica - possono essere figli, fratelli, genitori, sorelle è un altro argomento che sicuramente sarà affrontato da questa società se non vorrà che sempre di più i tg raccontino di omicidi, di induzione al suicidio e di violenze di ogni tipo.
In studio era presente una donna vittima di violenza domestica da parte del suo convivente. All'inizio questi si era presentato come un bravo uomo per poi palesare la sua vera natura incominciando a picchiarla. La donna - vedova con due figlie - ha poi dovuto fare i conti con la paura, la vergogna di denunciare - tanto non ti crede nessuno, nessuno ti protegge è quello che spesso dicono queste vittime - che poi ha lasciato spazio alla denuncia fatta ai carabinieri. Il giorno dopo l'ex convivente uccide la figlia della donna con proiettili vigliacchi e barbari.
Non si può più stare a guardare! Ed è forse anche per questo che Amnesty International ha lanciato la campagna "MAI PIU' violenza sulle donne" ( clicca sul link per saperne di più: http://www.amnesty.it/campagne/donne/index.html ).
Amnesty - nel corso di questa campagna - si sta occupando anche delle donne violentate ed uccise nello Stato messicano di Chihuahua ( firma l'appello, io l'ho fatto ).
Stranamente dal 1993 ad oggi sono state violentate, uccise, buttate in discariche o fosse più di 400 donne tra un'età compresa da i 13 e i 21 anni. Omicidi seriali. Le vittime lavoravano tutte presso le Maquiladoras ( fabbriche di assemblaggio ). Le indagini su questi casi sono stati contraddistinti da depistagi, impunità.
L'appello di Amnesty indirizzato alle autorità competenti chiede che venga fatta giustizia a queste donne e che le violenze cessino con opportuni provvedimenti.
"Bordertown" è il film interpretato da Jennifer Lopez. L'attrice-cantante recita il ruolo di una giornalista che indaga sui casi di violenza sopra citati. La Lopez ha ricevuto da Amnesty il premio "Artists for Amnisty".
MAI PIU' violenza sulle donne, dunque. MAI PIU' violenze domestiche. MAI PIU' violenze sugli indifesi, sui deboli fuori e dentro le case. MAI PIU'!
NOTA BENE: Oggi ( 3 agosto ) devo fare questa nota al post perché alcuni gentili lettori e lettrici mi scrivono PENSANDO DI SCRIVERE ALLA D'EUSANIO!!
La cosa mi fa tenerezza perché molte sono e-mail con richieste di aiuto. La cosa per me non è stato un problema ma se volete contattare qualcuno della trasmissione vi conviene consultare il loro sito. Questo è il link: http://www.ricominciodaqui.rai.it/category/0,1067207,1067072-1070649,00.html
Auguri!
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 10:07 AM 0 commenti
Etichette: donne, televisione
giovedì 1 marzo 2007
E SE IL FUTURO FOSSE DONNA?
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 2:45 PM 0 commenti
Etichette: donne, politica internazionale
giovedì 8 febbraio 2007
20 GIORNI DI NEWS PERSE......
Non scrivo su questo blog da circa 20 giorni...Grave, molto grave. Ma a quali news non ho dato voce in questo modestissimo spazio? E quali non ho commentato? Quali notizie si sono avvicendate in Italia e nel resto del mondo? Già il mondo.... Se il pallone - e quindi il mondo del calcio - si è un pò sgonfiato dopo la tragica morte del poliziotto a Catania adesso è pronto a rigonfiarsi. Anche se con misure diverse domenica si torna a giocare. Ma se il pallone bene o male si ripara in tutta fretta ( i soldi son soldi...) la terra si sgonfia! Il clima cambia sempre di più , la natura ci riserva strane sorprese e se al più presto chi è ai vertici politici ed economici italiani e mondiali non cercherà di rimediare ai danni già causati dall'incoscienza di alcuni uomini, ci ritroveremo a festeggiare il Natale vestiti in maglietta e il ferragosto col maglioncino! Ma a proposito di calcio e quindi di calci memorabile è stato quello ricevuto dal Cavaliere da parte di Veronica. Un vero blitz, un vero fallo da dietro che ha mandato negli spogliatoi più che Berlusconi Emilio Fede e il Rossella del Tg5. Le donne, le donne... A proposito chissà come stà quell'uomo che ha ingoiato due pillole di Viagra messe dalla moglie nel suo bicchiere di vino ... Intanto alcune, di donne, vengono ancora ricattate, molestate da presunti registi e produttori... Udite, udite abbiamo imparato da uno di loro, grazie a Striscia la notizia, l'esistenza del...bacio filmico! Per questi occorrerebbe un bel calcio, ma di quelli alla Maradona, alla Baggio, insomma del più forte giocatore di tutti i tempi, un calcio capace di spedirli nell'oasi più lontana tra le braccia di forti guerrieri di colore i quali, per una sorta di legge del taglione, sarebbero loro ad insegnare il bacio filmico a questi personaggi! A proposito di oasi, di zone lontane, perché la Melandri nega di aver passato un capodanno in Africa a casa di Briatore? Simona Ventura l'ha vista, le foto pare che ci siano che problema è riconoscere che anche ad una donna di sinistra piace festeggiare tra i ricchi? Tanto si sà, a destra o a sinistra di Madre Teresa di Calcutta o di Gandhi non ne troveremo. Quelli, i veri eroi, uomini e donne dei nostri tempi non fanno notizia. E per questo che la cronaca non li cita o se lo fa e solo a margine di grandi problematiche. I veri eroi dei nostri tempi vivono con pochi euro al mese, sono disillusi dalla politica e dalla religione che sà sempre e solo tuonare contro pacs e simili ma che non rinuncia alle proprie ricchezze per darle i poveri. La vera notizia è che non c'é notizia! Fin quando almeno non leggeremo che al danaro si è preferita la coscienza. The show must go on.......
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 5:50 AM 0 commenti
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martedì 12 settembre 2006
DONNE....COME HINA, COME KAUR.......
O nostra o di nessuno. Questa è la logica del clan, del branco.
Non uno ma due, tre, più persone contro un individuo una donna che oggi si chiama Kaur, indiana di 31anni costretta a sposarsi dopo la sua vedovanza con uomo scelto dal clan, o Hina giovane ragazza di 20anni che aveva gridato al mondo la sua voglia di libertà, di indossare gli abiti che voleva, di vivere insieme all'uomo che amava.
Ma il suo grido di libertà, che era giunto in precedenza presso le aule dei tribunali anche se con affermazioni e ritrattazioni e che avrebbe avuto probabilmente un esito interessante nel novembre di quest'anno, è stato soffocato, lacerato da un coltello da cucina brandito dalla mano del padre sostenuto da altri . Il branco appunto.
Lo stesso branco che violenta le donne o diventa bullismo contro il ragazzo solo ed indifeso.
Come urli strozzati questi che fanno più rumore di quelli gridati perché chiedono giustizia, bussano alla porta di una società politica, civile, giudiziaria che non sa difendere le sue donne che siano bianche, nere ma comunque colpevoli solo di dire no alla logica perversa del clan.
Si inorridisce poi quando la cronaca ci racconta di Kaur, madre di due bambini, che preferisce morire sotto un treno piuttosto che ritornare nel suo paese per sposare l'uomo di 70anni scelto dal clan.
Le indagini sono in corso e non nelle città, nei tribunali del terzo mondo ma qui in Italia e nel nord del nostro paese e nell'anno 2006 e non in quello nelle quali si bruciavano le streghe in piazza .
Piazze che una volta vedevano le donne , le cosidette femministe gridare i loro slogan di protesta e di autodeterminazione della propria vita ed adesso tristemente vuote.
Nella piazza di una delle più belle città del mondo dove si tuona contro pacs, aborti ma difficilmente contro quelle persone preti, padri, figli, principi che esteriormente vestono i panni dei buoni per poi indossare quelli dei mostri.
Col rischio tutto ciò di una violenza di ritorno come quella del padre di mestiere attore che usa il coltello questa volta a difesa della figlia contro l'ex genero reo, forse, di infastidirla continuamente ed incessantemente.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 5:28 PM 0 commenti
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giovedì 10 agosto 2006
LA MATRIARCA ED IL SUO FALLIMENTO
Ancora oggi le donne subiscono violenze e discriminazioni non essendo tra l'altro tutelate da una legge che sancisce pene certe e severe verso chi commette reati ignobili contro di loro.
Personalmente mi meraviglio come le donne, specialmente quelle con cariche politiche non si uniscono tra loro -al di là della propria appartenenza politica- fino a quando la giurisprudenza italiana possa fornire, finalmente, quelle norme legislative necessarie a difesa della loro integrità e dignità morale, fisica e legale.
Chi scrive ama e stima le donne anche se in questo articolo si vuole soffermare su un discusso fenomeno sociale conosciuto con il nome di matriarcato che deriva dalla parola latina matri (madre) e dalla radice greca archein (essere a capo, comandare) e che avrebbe dato alla donna in quanto matriarca il potere politico ed economico di una comunità.
In questo contesto il marito-padre ed i figli avrebbero un ruolo limitato. Alcuni storici credono che il matriarcato possa essere stata la forma di governo di alcune comunità primative. Mentre infatti all'uomo erano affidati i compiti di sopravvivenza alla donna erano affidati invece quelli dell'organizzazione sociale.
Il matriarcato sarebbe stato riscontrato in molte comunità rurali anche in Italia.
Con la mitologia greca, si crea poi il mito delle amazzoni .
Se Johann Jakob Bachofen, professore di diritto romano all'Università di Basilea che ha scritto nel 1861 un'opera su questo tema pur riferendosi più che al matriarcato alla "ginecocrazia" e cioé il "potere alle donne" mentre "matriarcato" è "potere delle madri" crede nella sua esistenza, c'é chi in Italia non crede a questa "istituzione" come l'antropologa Ida Magli .
Comunque sia, credo che nessuno possa obiettare che da sempre alcuni nuclei sociali-culturali e quindi alcuni modelli familiari si fondano su un potere più o meno palese della donna-matriarca che gestisce, influenza con un vero e proprio potere la famiglia essendone lei capo in modo visibile o invisibile.
Sì perché la matriarca dei nostri tempi agisce, consiglia o sconsiglia (!), influenza le decisioni del proprio marito e quelle dei propri figli direzionandole verso le proprie convizioni fondate su un atteggiamento di superbia e di orgoglio.
Il marito, quindi, diventa un mero strumento sessuale oggetto delle conversazioni della moglie-matriarca con le sue amiche anch'esse matriarche, portatore del danaro e dell'apparante autorità nel mondo esterno per indossare poi, nell'ambito domestico, quelle del soggiogato.
Purtroppo anche i figli sono l'oggetto delle decisioni della matriarca, destinati quindi ad essere vittime o di vivere in modo conflittuale (se hanno un carattere forte) con la mamma-matriarca.
La matriarca di oggi non è quella alla quale si potrebbe pensare un pò romanticamente e cioé la donna saggia che gestisce in modo oculato l'economia familiare, etc.
Noi uomini tutti abbiamo sperimentato l'influenza della donna nella nostra vita ma ciò in un libero rapporto. Quello della matriarca diventa invece un rapporto unidirezionale. Ma se il marito-oggetto è tale per debolezza spesse volte lo è perché simile alla moglie-matriarca.
Osando, ripeto osando, mischiare il Sacro con il profano non fu proprio Erodiade già moglie del fratello di Erode che chiese ed ottene la testa di Giovanni Battista reo di aver detto ad Erode che non gli era lecito prendere come moglie quella di suo fratello Filippo?. La cosa provocò rancore in Erodiade con le conseguenze del caso.
Ma Erode era meglio di Erodiade? No!
I simili si pigliano! Non sempre, quindi, la sola responsabile del fallimento della famiglia è la matriarca!
Ho parlato di fallimento, già. Perché come ha fallito e fallisce il modello del patriarcato così ha fallito e fallisce il modello del matriarcato. Basta osservare le famiglie che osservano questo modello.
Quindi nè matriarcato né patriarcato ma una coppia-famigla normale. E' utopia questo? Non credo. Nel suo libro "L'alfabeto delle relazioni" ed.BUR di Vittorino Andreoli così l'autore scrive:"Accanto al dualismo matriarcato-patriarcato .....in contrapposizione e lotta, si potrebbe tuttavia immaginare una copresenza di due valenze che sono fondamentali entrambe alla gestione della famiglia e della società e dunque ipotizzare invece che una lotta contro una discriminazione e per raggiungere il predominio, la possibilità di un rispetto reciproco e di una difesa di ciascuna di esse come essenziale, e non sostituibile....invece di una lotta, il riconoscimento che questa duplicità di sensibilità affettiva...e quindi di ruoli, deve essere posta....con un rispetto che porta all'ammirazione del femminile da parte del maschile e viceversa. Dentro la famiglia non può essere tutto femminile o tutto maschile, ma è opportuno che le due differenti qualità convivono ...".
Il sottocritto (e credo sicuramente insieme a tanti dei lettrici e lettori di questo articolo) è pienamente d'accordo con quanto scritto da Andreoli ma lo saranno anche gli Erodi e le Erodiadi dei nostri tempi??.
La matriarca ha un solo destino, quello del fallimento.
la foto che vedete è tratta dal sito http://www.artfaq.it/
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:44 PM 0 commenti
Etichette: donne, editoriale, società



