martedì 20 novembre 2007
venerdì 9 novembre 2007
Quando la Cultura è cibo per la nostra mente
Conosco una signora anziana che non sa né leggere né scrivere. Analfabeta, quindi. Ebbene, vi posso garantire che è una delle persone più buone, perspicaci, intelligenti che abbia mai conosciuto. Al contrario conosco professionisti cinici, cattivi, vigliacchi. Il "titolo" non fa l'individuo quindi. Penso che sarete concordi con questo mio pensiero. Non esiste "titolo" che possa certificare la bontà d'animo o l'intelligenza (nella vita) di una persona. Anzi, forse possiamo considerare l'intelligenza non come una caratteristica sempre e per forza "positiva". Esiste, infatti, "l'intelligenza criminale". Criminali che sono intelligenti e che l'applicano (l'intelligenza) proprio nei loro "delitti". Forse è la bontà la virtù migliore che si possa avere. Ma esiste una "corso di laurea in bontà"? O un master per conseguirla?... Credo, però, che la cultura sia un elemento che non possa fare altro che migliorare la nostra personalità. La cultura, probabilmente quella umanista, ci può rendere migliori. Come possiamo, tra l'altro, vivere bene il presente e progettare il futuro se non conosciamo il nostro passato? Anche perché, purtoppo, è nella storia passata che hanno vissuto i giganti dell'umanità. Non sono pessimista per il futuro ma noto che l'attualità ci mostra una generazione (di anziani e giovani) senza sentimenti, drogata, superficiale, cattiva. Dovremmo avere dei riferimenti. Ma quali sono quelli attuali? I migliori ci stanno lasciando chi li sostituiranno? Non sono nemeno a priori contro la cultura di oggi. Pensate...io ho seguito le ultime puntate dell'Isola dei famosi. E' cultura questa? Comunque credo che sia interessante vedere ed analizzare, in un "reality" come questo, il comportamento dei partecipanti e le loro relazioni. In un "reality", tra l'altro, non si può mentire. Non mente nemmeno il corpo che dimagrisce e le cui masse muscolari diventano ipotoniche. E' lo scopo di questo "reality" che non condivido. Si va per rifarsi un'immagine o per crearsela. E' tutta un'operazione di marketing. Peggio ancora sono gli altri "reality". "Il Grande Fratello"? Il primo fu interessante e aprì la porta ad un nuovo mondo della comunicazione (anche se non condivisibile) . Ci fece capire, infatti, come un 'immagine creata dalla televisione poteva "fruttare". Fu l'inizio delle "ospitate" in discoteche. Sconosciuti che da un "reality" divennero "famosi" e richiesti da un pubblico fatto da ragazzine e ragazzini. Iniziò in seguito l'era di Costantino e quindi di Lele Mora e company. La "fisicità" conquistava e conquista, vende e fa fare soldi e notorietà. E i vecchi? Non sono migliori dei giovani. Loro vanno in Tailandia, come ci ha fatto vedere ultimamente una trasmissione giornalistica. Quì riescono ad "affiancarsi" ( sfruttando la povertà del posto) a giovani ragazzine ( risulta il tutto essere poi il vero e proprio squallido sistema del cosidetto "turismo sessuale" ) . Dall'altra parte buona parte dei giovani di oggi (sia quelli che non studiano sia quelli che perseguono l'ennesimo "master") sono certamente privi di cultura e vuoti. E i "vuoti" li riempiono poi droga, alcool e comportamenti devianti. Anche quello che sembra "il bravo ragazzo" può diventare il "mostro" di turno. Non possiamo e non dobbiamo generalizzare questo è certo!. Esiste infatti un "popolo", in questa generazione, fatto da persone per bene. Solo che è minoritario ed anche meno visibile. Comunque per me studiare, conseguire un "titolo" non è cultura. Almeno la cultura che io intendo. Quella cultura non fatta da "nozioni" e "codici" da imparare a memoria e che deve essere accessibile ad ogni età. Mai accontentarsi, mai fermarsi pensando che ormai non c'é più tempo per imparare. Oggi, sia con Internet che con altri strumenti, possiamo sempre innalzare il nostro livello di cultura. Una cultura che forse non fa "curriculum" ma che probabilmente ci rende migliori anche nella vita di tutti i giorni. La cultura (quella personale e quindi anche autodidatta) ci permette di occupare il nostro tempo in modo positivo. Non ci darà una laurea (se poi sono questi i laureati, i professionisti del nostro tempo...) ma ci arriccherà, ci renderà persone migliori. E per questo motivo e per diletto personale che, tra un post e l'altro, ne scriverò qualcuno dedicato ai grandi personaggi di tutti i tempi. Lo farò per me ma anche per chi oltre un post dedicato all'attualità (anche divertente) vorrà leggerne qualcuno più impegnativo, noioso forse ma anche interessante. La cultura, quella con la "C" maiuscola è e sarà sempre cibo per la nostra mente.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 10:20 AM 2 commenti
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venerdì 19 ottobre 2007
NON TOCCATE CAINO, MA LASCIATE IN PACE ABELE
Il titolo di questo post l'avrò "saccheggiato" da qualche parte avendolo letto proprio su Internet e (evidentemente) mi sarà rimasto in memoria proprio per la sua efficacia. Il problema è, che noi italiani, sembriamo un popolo senza un'identità politica o morale. Nel senso che molti di noi non siamo né di destra né di sinistra e neppure di centro. Non siamo con il Papa, seppure alcuni di noi siano cristiani (anche se non cattolici) ed anche se ieri (il Papa) ha finalmente detto qualcosa di giusto e cioé: "basta con il lavoro precario che è un'emergenza anche etica..", in estrema sintesi questo il suo pensiero. Che poi ce ne eravamo accorti anche noi "italioti" e per fortuna ce l'ha anche ricordato ieri la trasmissione "AnnoZero" che siamo un popolo in perenne stato di lavoro precario senza futuro e al limite della povertà. Purtroppo è la verità. Che facciamo non vogliamo vedere in faccia questa realtà? Poi c'é l'onda anomala di criminalità super diffusa nel nostro paese fatta di italiani e di extracomunitari. L'ho già scritto su questo blog, è naturale che il crimine non ha un'etnia. Il crimine è crimine e basta! Però se ci lamentiamo di una giustizia-ingiusta, se chiediamo la certezza della pena (nonché adeguata), se notiamo che non basta la deliquenza italiana a romperci le scatole ma c'è anche quella extracomunitaria. Allora siamo di destra, razzisti e forse anche fascisti. Intanto...tra le ultime di cronaca: "sono stati arrestati gli autori dello stupro ai danni di un giovane di 18anni a Milano, presso parco Lambro. Adescato con la scusa di una sigaretta, il giovane è stato ripetutamente violentato da due uomini e poi derubato. La dott.ssa Alessandra Kustermann (ginecologa presso la clinica Mangiagalli di Milano) ha affermato che questo non è un caso isolato di violenza sessuale perpretata ai danni di un giovane uomo e che (nel 2006, ultimi dati disponibili) c'é stato un incremento del ben 14,59 per cento di questo crimine rispetto l'anno precedente. Comunque, anche grazie alla coraggiosa deposizione del ragazzo, le forze dell'ordine hanno arrestato due egiziani: Samh Melslhe Ganm, 21enne senza fissa dimora, e Htem Drwish, 19enne." fonte http://www.corriere.it/ E adesso che facciamo? Se chiediamo, dopo la prova-provata(!!!!), che questi due (e bene ha fatto il Corriere.it nel pubblicare i nomi, altro che privacy in questo caso) vengano condannati ad una pena severa (e se non basta quella attuale, si cambi codice penale per la miseria!) e certa, che succede siamo razzisti? E va bene.... se questo pensate che è razzismo, chiamatemi/ci tale/li. Poi se esprimiamo la nostra opinione che le carceri sono invivibili, che non è giusto usare a modo proprio (parlo dei magistrati) la cosidetta custodia cautelare, che non è corretto, umano che persone vivano nel disagio, per la strada e senza un aiuto sociale. E che siamo accanto agli operari che lottano per un lavoro dignitoso e certo. Allora cosa succede? Siamo dei pacifisti, comunisti, filo-cubani, eccettera. E va bene... allora chiamatemi/ci comunisti. Siamo, quindi, un popolo senza identità politica e morale. Già, perché quella che avevamo ce l'hanno rubata i politici, i religiosi, gli pseudo-intellettuali delle varie generazioni passate. Noi vorremmo solo che si applicasse il concetto espresso nel titolo di questo post: "Non toccate Caino, ma lasciate in pace Abele!" Grazieeeee.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 5:30 PM 7 commenti
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martedì 9 ottobre 2007
SE IL BLOGGER E' "NUDO", ALLORA E' "REAL LIFE"!
Eh no.
Cari amici/amiche blogger, altro che "second life"!! Altro che vita virtuale.
Se postate ogni giorno sul vostro blog e se usate a manetta Twitter, la vostra "real life" è anche quella on line.
Se la vostra vita reale si mescola quotidianamente a quella virtuale il risultato è vita, life e basta!
Non c'é differenza. E la cosa non è malvagia. La mia è pura constatazione.
Se usando Twitter fate partecipe - se volete o meno - gli altri utenti (amici in alcuni casi) di cosa state facendo, dei vostri stati d'animo e se postate con tutta sincerità sui vostri blog, allora siete nudi.
Il/la blogger è nudo!
E siete più nudi di Melita del Grande Fratello. E questo perché - e voi lo sapete - mettendo il vostro nome, eventi, sentimenti on line, siete più vulnerabili quindi, più veri della autentica "second life", quella tipo "Grande Fratello". Una vera rappresentazione di se stessi, falsa, architettata per un fine: la popolarità ( e il successo/guadagno ).
Dove - talvolta - anche l'amplesso - nella sua realtà - non è vero perché architettato per gli scopi di cui sopra.
Insomma, blogger-nudi, al di là di un semplice schermo di computer voi siete più reali (più nudi quindi ) di Melita e company.
Scelte rispettabilissime tutte e due. Sia per questi blogger sia per chi usa i vari mezzi a sua - e a disposizione - per "sfondare" nel mondo dello spettacolo.
Che poi, che cos'é un calendario di una starlette se non virtualità?? Eppure è "reale" perché attaccato su tante pareti e camion!!! E vende.
Ecco, questo forse è il limite.
Cercare di non vendersi mai.
Ci riusciremo, ci riusciranno i nostri eroi??
"Ai posteri l'ardua sentenza....".
E con la domanda se sia più virtuale Melita o catepol 1), cordialmente Vi saluto.
1) http://succedeacatepol.splinder.com/
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:15 PM 4 commenti
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domenica 16 settembre 2007
SAN TELEVISIONE
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 10:30 PM 1 commenti
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venerdì 8 giugno 2007
LA CALABRIA E IL MALE ( QUASI ) OSCURO
"Non chiedete cosa il vostro Paese possa fare per voi: chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese!". Parole di John Fitzgerald Kennedy durante il suo discorso innagurale del proprio mandato nel 1961.
Chi scrive è un calabrese, per esattezza nato nella città di Catanzaro, ma che per motivi di lavoro vive da circa due anni nel nord Italia.
Non ho mai parlato su questo Blog della Calabria, che certamente non ho mai dimenticato, forse inconsciamente o volutamente. Non so.
Parlare della Calabria per me è probabilmente come parlare di un amore finito male. Ogni tanto ci si pensa ma non con piacere.
E al di là di quei pochi affetti che mi legano alla mia città e alla mia regione il ricordo è sporadico. Lo confesso.
Ci sono voluti quelli del "Blog alla deriva nel gran mare di internet" ( http://www.blogalladeriva.blogspot.com ) e di qualche altro bloggers calabrese che gentilmente mi sta contattando per farmi riaccendere la speranza. Forse qualcosa si muove, mi son detto.
Forse le cosidette nuove forme di comunicazione come i Blog e quindi Internet possono nella rete creare una rete sana di informazione, critica e calabrese.
Ma siamo sempre nel dubbio e nella speranza. E la Calabria da anni si ciba di speranze quasi sempre disattese.
E questo come mai? Perchè?
Non è difficile parlare bene della Calabria e dei suoi illustri figli. I nomi sono tanti anche quelli che questa regione ha ospitato. E' facilissimo parlarne male. Ma a cosa gioverebbe?
E' invece opportuno parlarne in modo critico ed obiettivo.
Ed obiettivamente non è per colpa dei nostri connazionali del nord o della Lega o di chi sa chi che la Calabria è nello stato che si ritrova. Certamente, e questa non è una consalazione anzi, oggi come oggi in tutta l'Italia le cose vanno male. E in questo ne risente anche la nostra regione. Il problema è un altro: da noi il male è cronico. E non più oscuro!.
Dire quali sono i mali della Calabria sarebbe in parte retorica ma verità. Ma in questo momento non mi va di citarli.
Piuttosto, esiste la cura? Secondo me, sì! Ed è culturale.
Solo con un' operazione culturale di vasta portata e non certamente politica ma individuale e collaborativa si può guarire la Calabria.
Un'operazione culturale che investa la famiglia, le scuole, le Università, lo sport. Un'operazione culturale che parta dal basso, come direbbero gli americani. Loro, uniti anche tramite Internet, sono quelli che creano i politici e non viceversa. E se non è la regola almeno ci provano e a volte ci riescono.
In sostanza, parafrasando le parole del presidente Kennedy, dovremmo dire: "Non chiedete cosa l'Italia possa fare per i calabresi. Chiedetevi voi calabresi cosa potete fare per la Calabria!".
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 4:33 PM 2 commenti
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mercoledì 9 maggio 2007
FRANCESCO ALBERONI, questa volta hai ragione..
Non avrei mai pensato di scrivere usando dei modi di dire, invece..
Invece è proprio vero che la vecchiaia è una questione di testa ( anche... ).
E l'Italia è vecchia! E non perché ai suoi vertici c'é gente anziana ma perché la maggior parte di loro e degli italiani è legata a una mentalità passata e obsoleta.
Questa volta Francesco Alberoni ha ragione. Nella sua rubrica pubblico & privato del Corriere del 7 maggio scorso esprime un'idea condivisibile, credo, da tutti gli italiani. E cioé quella di un Italia apatica al contrario di altri paesi - Cina, Spagna, Francia ad esempio - più vitali.
La mentalità dell'italiano, specialmente quello del Sud, è vecchia e non fa distinzione di sesso, istruzione o professione.
Ma Alberoni descrive anche i giovani in gamba, che nel nostro paese sono tanti ma sommersi. Soprattutto nel sud.
E proprio da una terra difficile, da Napoli e precisamente dal quartiere Scampia un giovane ha recentemente scritto un libro di denuncia ed ha fondato insieme ad altri suoi coetanti una fondazione. L'ho visto in televisione e si vede che è un ragazzo in gamba e intelligente.
In Italia c'é una gioventù trasversale nel senso che non fa riferimento all'età o al mestiere delle persone. Persone, cittadini che non seguono la vecchia logica all'italiana attraverso la quale da molti siamo tristemente rappresentati.
Il potere logora chi non ce l'ha? Può essere. Intanto sta logorando un intero paese e un'ennesima generazione. Il potere italiano, fatto spesso da quaquaraquà, soffoca quello nuovo.
Intanto c'é qualcuno che rema contro. Mai dire mai...
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martedì 20 marzo 2007
IL RICATTO E'....
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giovedì 8 febbraio 2007
20 GIORNI DI NEWS PERSE......
Non scrivo su questo blog da circa 20 giorni...Grave, molto grave. Ma a quali news non ho dato voce in questo modestissimo spazio? E quali non ho commentato? Quali notizie si sono avvicendate in Italia e nel resto del mondo? Già il mondo.... Se il pallone - e quindi il mondo del calcio - si è un pò sgonfiato dopo la tragica morte del poliziotto a Catania adesso è pronto a rigonfiarsi. Anche se con misure diverse domenica si torna a giocare. Ma se il pallone bene o male si ripara in tutta fretta ( i soldi son soldi...) la terra si sgonfia! Il clima cambia sempre di più , la natura ci riserva strane sorprese e se al più presto chi è ai vertici politici ed economici italiani e mondiali non cercherà di rimediare ai danni già causati dall'incoscienza di alcuni uomini, ci ritroveremo a festeggiare il Natale vestiti in maglietta e il ferragosto col maglioncino! Ma a proposito di calcio e quindi di calci memorabile è stato quello ricevuto dal Cavaliere da parte di Veronica. Un vero blitz, un vero fallo da dietro che ha mandato negli spogliatoi più che Berlusconi Emilio Fede e il Rossella del Tg5. Le donne, le donne... A proposito chissà come stà quell'uomo che ha ingoiato due pillole di Viagra messe dalla moglie nel suo bicchiere di vino ... Intanto alcune, di donne, vengono ancora ricattate, molestate da presunti registi e produttori... Udite, udite abbiamo imparato da uno di loro, grazie a Striscia la notizia, l'esistenza del...bacio filmico! Per questi occorrerebbe un bel calcio, ma di quelli alla Maradona, alla Baggio, insomma del più forte giocatore di tutti i tempi, un calcio capace di spedirli nell'oasi più lontana tra le braccia di forti guerrieri di colore i quali, per una sorta di legge del taglione, sarebbero loro ad insegnare il bacio filmico a questi personaggi! A proposito di oasi, di zone lontane, perché la Melandri nega di aver passato un capodanno in Africa a casa di Briatore? Simona Ventura l'ha vista, le foto pare che ci siano che problema è riconoscere che anche ad una donna di sinistra piace festeggiare tra i ricchi? Tanto si sà, a destra o a sinistra di Madre Teresa di Calcutta o di Gandhi non ne troveremo. Quelli, i veri eroi, uomini e donne dei nostri tempi non fanno notizia. E per questo che la cronaca non li cita o se lo fa e solo a margine di grandi problematiche. I veri eroi dei nostri tempi vivono con pochi euro al mese, sono disillusi dalla politica e dalla religione che sà sempre e solo tuonare contro pacs e simili ma che non rinuncia alle proprie ricchezze per darle i poveri. La vera notizia è che non c'é notizia! Fin quando almeno non leggeremo che al danaro si è preferita la coscienza. The show must go on.......
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martedì 19 dicembre 2006
DAL CASO WELBY, UNA NUOVA RIFLESSIONE
Il caso Welby, impone una nuova riflessione. Una nuova riflessione che non riguarda il caso personale, sul quale credo che il rispetto e il silenzio sia probabilmente la migliore posizione da prendere. Già in un precedente post ho espresso questa mia opinione. Questo caso, però, tratta anche del rapporto con la malattia. Come viene vissuta dal paziente ma soprattutto dalla famiglia, dalla comunità la malattia? Le risposte di solito sono due: l'accettazione o il rifiuto! L'accettazione comporta il rapporto collaborativo, partecipativo della famiglia rispetto al malato ed alla malattia. Al contrario il rifiuto porta la famiglia a colpevolizzare sia il malato che la malattia stessa. La malattia e chi ne soffre diventa quindi un peso, un peso quotidiano. La conseguenza di tutto ciò è l'aggravarsi della malattia e quindi del malato stesso ed uno stato di malessere della famiglia tutta. Invece l'accettazione porta al miglioramento della malattia, ad una migliore qualità di vita del malato e della famiglia. E' proprio vero che l'amore raddoppia le gioie e divide i dolori mentre la sua mancanza raddoppia i dolori e divide le gioie! Non si può commentare che in modo positivo, invece, come l'accettazione, lo stare accanto al paziente anche in coma abbia portato, non sappiamo in quale modo misterioso, a farlo stare bene anzi meglio a farlo risvegliare (basterebbe leggere le cronache recenti o quasi su queste notizie). Parliamo di fantascienza? No, ripeto, parliamo di casi di cronaca e di tanti altri che non hanno un eco mediatico come altri ma che esistono, nel bene e nel male, nella vita di ogni giorno.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 4:42 PM 0 commenti
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mercoledì 13 dicembre 2006
IL PROBLEMA? STACCAGLI LA SPINA
Il caso Welby è una storia troppa delicata, troppo personale, troppo.......di tutto per poterne entrare nel merito. Questo almeno è il mio pensiero.
Io non mi sento in grado di commentare, scrivere al riguardo.
Però c'é un qualcosa che mi fa riflettere ed è la frase, legata a questa storia drammatica, che spesso si legge sul web ovvero staccare la spina. Una frase, un'azione, un pensiero veramente drammatico, personale, sofferto verso il quale, in merito a questo caso, sarebbe bene portare assoluto silenzio.
Ma staccare la spina, oggi, in molte famiglie, comunità, società significa staccare la spina ai problemi!
Qualcuno ha un problema? Non me ne faccio carico. Stacco la spina. Al problema e a colui che lo patisce. Troppo facile ma anche troppo cinico e terribile.
Non vedere, non sentire, non parlare- come le tre scimmiette - è consueto ormai.
Ma c'é qualcuno che resiste, che dice ammazzateci tutti, che si oppone pagandone un prezzo probabilmente.
Ma quanto sarà bello, un domani, dormire sereni, con la coscienza a posto cosa che a molti non potrà accadere anche se al momento non lo pensano!.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 10:36 PM 0 commenti
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venerdì 24 novembre 2006
LITVINENKO E "IL METODO RUSSO"
Alexander Litvinenko è morto a Londra a causa di un avvelenamento sospetto, molto sospetto ma prima di morire riesce a scrivere una lettera che affidata ad un amico è stata letta dopo la sua morte. Con questa Litvinenko accusa Putin come mandante della sua dipartita che evidentemente sentiva inevitabile nonostante le cure ospedaliere. Ma che il rapporto tra l'ex spia e il potere politico russo non era dei migliori si sapeva già. Litvinenko, tra l'altro, stava indagando sull'omicidio della sua connazionale e giornalista Politkovskaia. Questo è il metodo russo che però è anche internazionale, europeo, italiano, regionale, provinciale che consiste nell'idea che chi non è con il potere viene eliminato, zittito, emarginato. Ma non tutti i russi la pensano così come non possiamo condannare un intero paese, un intero popolo per un metodo distorto del potere. E come se dicessimo che tutti gli italiani sono mafiosi. Il metodo russo, quindi, non ha un copyright ma un effetto collaterale comune sì: quello dell'implosione. Tutti i dittatori ,infatti, concludono la loro vita vittime di se stessi. E' la storia che lo dice.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 9:21 PM 3 commenti
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sabato 18 novembre 2006
I BULLI? DA EMARGINARE
Il bullismo è il frutto di una vigliaccata, di un'azione perpetrata ai danni di una persona sola, indifesa, debole.
I bulli agiscono in branco e il loro essere branco dà loro potere, un potere che viene amplificato quando- come ultimamente la cronaca ci racconta- viene esibito su internet.
Il bullismo prospera sull'omertà, sull'indifferenza delle persone che assistono alla bravata e sull'inesistenza della condanna legale e sociale. Per questo i compagni di scuola, e se era poi presente anche un'insegnate l'episodio diventa ancora più grave, sono colpevoli di essere omertosi ed in qualche modo complici dei bulli che hanno picchiato il ragazzo handicappato in classe.
La non presa di posizione della comunità diventa, per i bulli, un'altra arma da sfoderare.
Cosa fare contro i bulli? Emarginarli, falli sentire per quelli che sono e non per quelli che pensano di essere. Bisogna farli sentire scartati da una società che promuove altri valori, valori in cui la forza è quella del singolo, della persona sfortunata che ha, lui sì, la vera forza di andare avanti nella vita.
La condanna, specialmente per il branco, che violenta la ragazzina deve essere esemplare.
Una condanna morale da parte della famiglia, delle famiglie, della scuola, degli amici ed una condanna legale che spesso si può tramutare in pene alternative al carcere ma dure ed esemplari. Pulire le strade, assistere persone con problemi così come avviene in America.
E solo dopo un vero percorso di recupero si può pensare ad un reinserimento dell'ex bullo nella società.
Alcuni di voi, gentili lettori, penseranno che il mio è un pensiero troppo duro, basato solo sul concetto della pena ma in effetti non è cosi.
Credo però che non si possa pensare ad un recupero sociale senza che chi abbia commesso l'episodio di bullismo non si renda conto di quello che ha fatto. Anche perché non si spiegherebbero i nuovi episodi di bullismo susseguenti a quelli accenati su questo post.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 9:50 AM 0 commenti
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lunedì 6 novembre 2006
SADDAM HUSSEIN: NON TOCCATE CAINO!
Saddam Hussein è stato condannato a morte, bisogna adesso che scelgano in che modo ucciderlo.
E' giusto condannare a morte Hussein o chi come lui? No. Nessuno tocchi Caino. Chiudetelo in una cella e buttate via la chiave ma non uccidetelo. Solo per non essere come lui, solo per non avere mani sporche di sangue come lui.
Il destino di Caino, quello biblico, non fu quello di morire ma di vivere con il rimorso e di esser condannato poi da un'altra Giustizia, non terrena.
Nessuno tocchi Caino dunque, nessuno lo tocchi.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:50 PM 0 commenti
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lunedì 23 ottobre 2006
CECCARINI E LE "BESTEMMIE ITALIANE"
Massimo Ceccarini ha bestemmiato e l'ha fatto in tv, all'"Isola dei famosi".
Cosa deprorevole questa.
Nell'immediatezza o quasi il Cecca è stato espulso dall'Isola. L'indomani l'Autorità
garante nelle comunicazioni ha aperto un'indagine sulla puntata del reality anche perché tutto è avvenuto nella fascia oraria protetta, quella dalle ore 7 alle 22.30.
Mario Landofi ha chiesto che Ceccarini venga espulso dal programma stesso e che questo vada chiuso.
In effetti poveri bimbi, hanno sentito bestemmiare, ma anche dire da Sara Tommasi alla Ventura- stesso programma, stessa sera -:"Sai Simo, mi ha detto (il nome non lo ricordo, forse una della produzione all'Isola, ndr) che se gliela do ci fa mangiare tutti quanti ed io, per il bene di tutti mi sacrificherei". Imbarazzo in studio con la Ventura che devia subito il discorso.
Chissà come i genitori italiani ed i vertici della Rai spiegheranno quello che ha detto la Tommasi ai propri figli.
Bestemmie, bestemmie italiane.
Poco spazio ha avuto invece la notizia che Salvatore Ferraro, secondo la giustizia italiana condannato per favoreggiamento nell'omicidio di Marta Russo, lavori presso la Camera come collaboratore di Daniele Capezzone. Favorevoli e contrari a questa scelta nel mondo politico italiano. Per la giustizia italiana ( per me forse) e per la famiglia Russo, Ferraro è colpevole di favoreggiamento in un omicidio colposo ma non per questo non deve avere un'altra possibilità, quella del recupero.
Ma Ceccarini è alla gogna! Ed insieme a lui Elisabetta Gregoraci rea forse di aver fatto quello che tutti sappiamo. Ultimamente un settimanale ha titolato in copertina: "Ragazze, per fare carriera in tv, chiedete consiglio a lei (accanto una sua foto ndr)". All'interno del settimanale si ricorda che anche Marilyn Monroe avrebbe iniziato la carriera così...
Povera Marilyn...
Bestemmie italiane!!
Recentemente è stato nominato segretario d'aula presso la Camera Sergio D'Elia, ex terrorista di Prima Linea e l'indulto che aveva un suo importante perché non è riuscito nell'intento voluto o che avrebbe dovuto avere. Ma Ceccarini paga e deve pagare. Lui per tutti. La Gregoraci è spu......un giorno sì e l'altro pure. Lei per tutti.
Intanto ad Hammamet, c'è la tomba di un italiano di nome Bettino Craxi mentre altri se la godono.
Bestemmie italiane.
Forse in Italia occorrerebbe fare come all'estero hanno fatto con Kate Moss oppure scrivere un altro di manifesto dal titolo:" Puniteci tutti ....o nessuno!".
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 9:33 PM 0 commenti
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giovedì 12 ottobre 2006
AEROPORTO DI L.T.: CRONACA DI UN IMBARCO
Aeroporto di Lamezia Terme, giorno 10 ottobre, ore 14.00 circa.
Effettuate tutte le operazioni necessarie perché possa prendere l'aereo manca l'ultima, l'imbarco.
Tolgo il telefonino, posandolo nell'apposito "cestino", entro ma....bip.bip...suona l'allarme.
Torno indietro per ripetere l'operazione nel contempo, dall'altra parte, una donna in divisa mi intima ad alta voce, con il braccio alzato, indice teso, faccia arrabbiata :"VADA INDIETRO!!..". Questione di secondi perché ero già con un piede fuori dalla "cabina", uscitone completamente la guardo e dico: "Sì, ma si calmi". La risposta:" Sono calmissa..", sarà ma non vorrei essere nei panni di un eventuale, molto eventuale suppongo, marito o fidanzato che la vede quando è arrabbiata...
Il fodero degli occhiali, lo avevo dimenticato. Lo deposito nel "cestino", passo e nessun bip.
Sempre la stessa, questa volta il braccio basso, con relativo indice basso, ma con lo stesso sguardo e tono di voce mi dice: "VADA, PASSI!!"
Mah...
Indossava una divisa non sò se militare o della sicurezza interna dell'aeroporto.
L'Alitalia è in crisi, la regione calabria è sempre più povera sofferente di un'altra ondata di emigrazione di tantissimi giovani e non che cercano migliori fortune nel nord Italia, il turismo è quello che è.....
Capita, capita dovunque in Italia di incontrare addetti poco cortesi nei vari ambiti lavorativi ma quando si vuole dare un'immagine migliore di una già tormentata regione, come quella calabrese,
bisogna essere attenti a scegliere le persone giuste per i posti giusti.
Non domandiamoci ,o domandatevi voi che siete rimasti, perché poi tanti preferiscono prendere il sole presso le spiagge non pulite o i laghi del nord piuttosto che scendere in Calabria.
La risposta la sapete già!
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 2:32 AM 0 commenti
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domenica 1 ottobre 2006
CONTRO LA CALUNNIA? I FATTI
Cosa fare contro la calunnia, il pettegolezzo?
La saggezza orientale dice che "più di mille parole vale un fatto".
In effetti la calunnia, il pettegolezzo si basano sulla maldicenza ovvero sul "dire male" ed entrambi si basano sul "niente", sul falso, sull'inesistente. Il "fatto", i "fatti" invece sono reali e si basano su quello che si vede e non su quel che si dice.
I calunniatori dicono di una persona, ad esempio, che è "bassa e grassa" ma quando si vede che è "alta e magra" vengono sbugiardati. Forse conviene, quindi, reagire ai calunniatori con i fatti.
Su la testa e per la propria strada allora!
Attenzione però perché la lingua dei calunniatori può essere velenosa come quella di una serpe.
Ne sanno qualcosa, purtroppo, persone che non sono più in vita vittime della maldicenza.
In Italia Mia Martini e nel mondo Lady Diana.
Esempi di vittime della calunnia che punte dal veleno delle "serpi" sono morte chi sola, chi un inquietante incidente.
Forse lasciate troppo sole? Forse. Ma è la stessa solitudine che in questi giorni probabilmente hanno vissuto e stanno vivendo i coniugi Giusto lasciati soli in una battaglia che richiede coraggio, quel coraggio che anche tanti genitori italiani affidatari come loro non hanno avuto, il coraggio che è mancato anche all'istituzione più attenta alla regola che alla sua eccezione in virtù di una responsabilità, quella della dignità di una bimba, che è sacra.
Contro le calunnie ci vogliono i "fatti" ma anche tanta, tanta solidarietà!
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martedì 12 settembre 2006
DONNE....COME HINA, COME KAUR.......
O nostra o di nessuno. Questa è la logica del clan, del branco.
Non uno ma due, tre, più persone contro un individuo una donna che oggi si chiama Kaur, indiana di 31anni costretta a sposarsi dopo la sua vedovanza con uomo scelto dal clan, o Hina giovane ragazza di 20anni che aveva gridato al mondo la sua voglia di libertà, di indossare gli abiti che voleva, di vivere insieme all'uomo che amava.
Ma il suo grido di libertà, che era giunto in precedenza presso le aule dei tribunali anche se con affermazioni e ritrattazioni e che avrebbe avuto probabilmente un esito interessante nel novembre di quest'anno, è stato soffocato, lacerato da un coltello da cucina brandito dalla mano del padre sostenuto da altri . Il branco appunto.
Lo stesso branco che violenta le donne o diventa bullismo contro il ragazzo solo ed indifeso.
Come urli strozzati questi che fanno più rumore di quelli gridati perché chiedono giustizia, bussano alla porta di una società politica, civile, giudiziaria che non sa difendere le sue donne che siano bianche, nere ma comunque colpevoli solo di dire no alla logica perversa del clan.
Si inorridisce poi quando la cronaca ci racconta di Kaur, madre di due bambini, che preferisce morire sotto un treno piuttosto che ritornare nel suo paese per sposare l'uomo di 70anni scelto dal clan.
Le indagini sono in corso e non nelle città, nei tribunali del terzo mondo ma qui in Italia e nel nord del nostro paese e nell'anno 2006 e non in quello nelle quali si bruciavano le streghe in piazza .
Piazze che una volta vedevano le donne , le cosidette femministe gridare i loro slogan di protesta e di autodeterminazione della propria vita ed adesso tristemente vuote.
Nella piazza di una delle più belle città del mondo dove si tuona contro pacs, aborti ma difficilmente contro quelle persone preti, padri, figli, principi che esteriormente vestono i panni dei buoni per poi indossare quelli dei mostri.
Col rischio tutto ciò di una violenza di ritorno come quella del padre di mestiere attore che usa il coltello questa volta a difesa della figlia contro l'ex genero reo, forse, di infastidirla continuamente ed incessantemente.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 5:28 PM 0 commenti
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giovedì 10 agosto 2006
LA MATRIARCA ED IL SUO FALLIMENTO
Ancora oggi le donne subiscono violenze e discriminazioni non essendo tra l'altro tutelate da una legge che sancisce pene certe e severe verso chi commette reati ignobili contro di loro.
Personalmente mi meraviglio come le donne, specialmente quelle con cariche politiche non si uniscono tra loro -al di là della propria appartenenza politica- fino a quando la giurisprudenza italiana possa fornire, finalmente, quelle norme legislative necessarie a difesa della loro integrità e dignità morale, fisica e legale.
Chi scrive ama e stima le donne anche se in questo articolo si vuole soffermare su un discusso fenomeno sociale conosciuto con il nome di matriarcato che deriva dalla parola latina matri (madre) e dalla radice greca archein (essere a capo, comandare) e che avrebbe dato alla donna in quanto matriarca il potere politico ed economico di una comunità.
In questo contesto il marito-padre ed i figli avrebbero un ruolo limitato. Alcuni storici credono che il matriarcato possa essere stata la forma di governo di alcune comunità primative. Mentre infatti all'uomo erano affidati i compiti di sopravvivenza alla donna erano affidati invece quelli dell'organizzazione sociale.
Il matriarcato sarebbe stato riscontrato in molte comunità rurali anche in Italia.
Con la mitologia greca, si crea poi il mito delle amazzoni .
Se Johann Jakob Bachofen, professore di diritto romano all'Università di Basilea che ha scritto nel 1861 un'opera su questo tema pur riferendosi più che al matriarcato alla "ginecocrazia" e cioé il "potere alle donne" mentre "matriarcato" è "potere delle madri" crede nella sua esistenza, c'é chi in Italia non crede a questa "istituzione" come l'antropologa Ida Magli .
Comunque sia, credo che nessuno possa obiettare che da sempre alcuni nuclei sociali-culturali e quindi alcuni modelli familiari si fondano su un potere più o meno palese della donna-matriarca che gestisce, influenza con un vero e proprio potere la famiglia essendone lei capo in modo visibile o invisibile.
Sì perché la matriarca dei nostri tempi agisce, consiglia o sconsiglia (!), influenza le decisioni del proprio marito e quelle dei propri figli direzionandole verso le proprie convizioni fondate su un atteggiamento di superbia e di orgoglio.
Il marito, quindi, diventa un mero strumento sessuale oggetto delle conversazioni della moglie-matriarca con le sue amiche anch'esse matriarche, portatore del danaro e dell'apparante autorità nel mondo esterno per indossare poi, nell'ambito domestico, quelle del soggiogato.
Purtroppo anche i figli sono l'oggetto delle decisioni della matriarca, destinati quindi ad essere vittime o di vivere in modo conflittuale (se hanno un carattere forte) con la mamma-matriarca.
La matriarca di oggi non è quella alla quale si potrebbe pensare un pò romanticamente e cioé la donna saggia che gestisce in modo oculato l'economia familiare, etc.
Noi uomini tutti abbiamo sperimentato l'influenza della donna nella nostra vita ma ciò in un libero rapporto. Quello della matriarca diventa invece un rapporto unidirezionale. Ma se il marito-oggetto è tale per debolezza spesse volte lo è perché simile alla moglie-matriarca.
Osando, ripeto osando, mischiare il Sacro con il profano non fu proprio Erodiade già moglie del fratello di Erode che chiese ed ottene la testa di Giovanni Battista reo di aver detto ad Erode che non gli era lecito prendere come moglie quella di suo fratello Filippo?. La cosa provocò rancore in Erodiade con le conseguenze del caso.
Ma Erode era meglio di Erodiade? No!
I simili si pigliano! Non sempre, quindi, la sola responsabile del fallimento della famiglia è la matriarca!
Ho parlato di fallimento, già. Perché come ha fallito e fallisce il modello del patriarcato così ha fallito e fallisce il modello del matriarcato. Basta osservare le famiglie che osservano questo modello.
Quindi nè matriarcato né patriarcato ma una coppia-famigla normale. E' utopia questo? Non credo. Nel suo libro "L'alfabeto delle relazioni" ed.BUR di Vittorino Andreoli così l'autore scrive:"Accanto al dualismo matriarcato-patriarcato .....in contrapposizione e lotta, si potrebbe tuttavia immaginare una copresenza di due valenze che sono fondamentali entrambe alla gestione della famiglia e della società e dunque ipotizzare invece che una lotta contro una discriminazione e per raggiungere il predominio, la possibilità di un rispetto reciproco e di una difesa di ciascuna di esse come essenziale, e non sostituibile....invece di una lotta, il riconoscimento che questa duplicità di sensibilità affettiva...e quindi di ruoli, deve essere posta....con un rispetto che porta all'ammirazione del femminile da parte del maschile e viceversa. Dentro la famiglia non può essere tutto femminile o tutto maschile, ma è opportuno che le due differenti qualità convivono ...".
Il sottocritto (e credo sicuramente insieme a tanti dei lettrici e lettori di questo articolo) è pienamente d'accordo con quanto scritto da Andreoli ma lo saranno anche gli Erodi e le Erodiadi dei nostri tempi??.
La matriarca ha un solo destino, quello del fallimento.
la foto che vedete è tratta dal sito http://www.artfaq.it/
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:44 PM 0 commenti
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martedì 18 luglio 2006
LE CONTRADDIZIONI DELLE NOTIZIE e della vita
Leggendo le notizie di attualità avete notato quante contraddizioni ? E non può essere che di conseguenza una contraddizione la vita stessa .
Su Yahoo notizie ho letto i risultati della ricerca di Riza Psicosomatica dalla quale risulta che otto italiani su dieci sono infelici. Lascio stare i risultati statistici della ricerca (che se volete leggerla è presso la fonte che ho citato). Un'altra ricerca ,che purtroppo non ho annotato nel mio google notebook e quindi sono impossibilitato nel citarvi la fonte esatta, dice che i soldi non fanno la felicità!!! Anche questa ce la potevano evitare, lo sapevamo.... Se non altro perché i ricchi , famosi sbattono il loro naso sulla cocaina? Evidentemente non sono felici, non sono sazi del loro cibo abbondante sulle loro tavole ed hanno bisogno, quindi, di un altro di "cibo"...
Dall'altra parte del mondo, però, e precisamente a Kampala, in Uganda (sempre da Yahoo notizie) leggiamo che hanno venduto i propri figli per fame al mercato settimanale del bestiame di Ocorimongin. Per un dollaro e mezzo. Che poi le ragazze più grandi (fra i 12 ed i 18 anni ) vengono vendute al mercato del sesso per mille dollari circa .......beh....
Le contraddizioni delle notizie di attualità fanno trasparire una realtà contraddittoria verso la quale non dobbiamo assuefarci, questo è il rischio, ma fare in modo che si vergogni sempre di più un popolo grasso ma disonorato rispetto a quello che muore di fame ed è disperato.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 1:55 PM 0 commenti
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