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martedì 18 agosto 2009

E adesso chi glielo dice?

E adesso chi glielo dice a Matteo Salvini e ai suoi amici leghisti che Antonio Iavarone e Anna Lasorella (i due ricercatori italiani 'emigrati' negli Stati Uniti e scopritori di una proteina fondamentale per combattere il tumore al cervello) sono napoletani? p.s.: mi scrive Vito specificandomi che Lasorella è di Noicattaro (BA) mentre il marito Iavarone è di Benevento, mi ero fidato purtroppo di Repubblica .....Comunque nulla cambia, sono meridionali vero?!?

giovedì 9 luglio 2009

CAOS ITALIANO

Ieri sera vedo il telegiornale che elogia Berlusconi anzi anche Obama lo fa e vengano mandate in onda le immagini delle figlie del presidente americano che gustano un buon gelato nella splendida città di Roma e noi ne siamo certi (anche gli americani nel loro intimo lo sanno) che poche città al mondo possono vantare le bellezze artistiche e la storia di questa nostra città. Insomma, anche noi italiani siamo bravi in qualcosina. Subito dopo aver ascoltato qualche tg clicco sul sito di 'La Repubblica' e i primi link del giornale on line confermano le opinioni dei vari telegiornali ma ecco... lo sapevo, non si può mai vivere in pace. Infatti la notizia è anche questa: Berlusconi è un mafioso! Tra le carte di Vito Ciancimino (che non era un santo) è stata trovata una lettera che documenta i rapporti tra il Berlusca e Cosa Nostra. Però, penso io, la solita schizofrenia italiana. Viene infatti rappresentato nei telegiornali un capo del governo in gamba ma contestualmente sull' Espresso è mafioso. Vabbé, mica ci illudevamo che una momentanea passerella internazionale o una gita di qualche illustre giovane americana avesse risolto i nostri problemi. Però dai....che schifo, che ambaradan ! Ed oggi? Stamattina? Il solito. Stavolta il sito del 'Corriere della Sera'. I primi link confermano l'aria di collaborazione, amichevole dei grandi della terra, tutto sta procedendo bene durante questo questo G8 italiano. Ma ecco, ci risiamo naturalmente. Gian Antonio Stella scrive un pezzo nel quale racconta che nei kit dati ai giornalisti americani mentre per tutti gli altri leader vengono redatte pagine di biografia, sempre benevola, a Berlusconi sono dedicate solo sette righe. Ricorda Stella quando al G8 di Hokkaido, in Giappone, fu distribuito il solito kit a cura dell'ufficio stampa della Casa Bianca (allora era presidente Bush figlio) e quello dedicato al nostro capo del governo, sempre il Berlusca, era come minimo offensivo. Poi ci furono le scuse americane e tutto finì in pace. Conclude Stella, ritornando ai giorni nostri, che essere famosi non può essere una scusante per scrivere così poco di un leader, il nostro appunto. Anche il Papa (e dico papa e non papi, sapete di questi tempi.....), dice Stella, è famoso. Eppure a lui vengono dedicate ben quattro pagine di illustre biografia. Ma a me questa sorta di schizofrenia politico-mediatica personalmente ha stufato. Non è altro che una lotta tra poteri, gli uni contro gli altri, e tutto a discapito dei veri problemi dei cittadini italiani. Una vecchia pubblicità diceva "sono fatti miei". A me sembra che si possa dire, riguardo queste guerre tra clan, che "sono fatti loro". Un vero dramma, una vera vergogna. E poi che diamine, non solo schizofrenici (e chiedo scusa agli schizofrenici) ma anche privi di memoria questi italiani (lasciando perdere gli stranieri). Dico io, Stella! Almeno lei che è un'abile giornalista, aggiunga alla santa biografia del Papa anche questo, quando aveva la mano, anzi il braccio teso. I panni sporchi o li laviamo tutti (rigorosamente in pubblico) o niente. O sono solo fatti vostri? - http://espresso.repubblica.it/dettaglio/silvio-e-la-mafia:-la-lettera/2103848&ref=hpsp
- http://www.corriere.it/politica/09_luglio_09/stella_righe_e3576fda-6c47-11de-864b-00144f02aabc.shtml

sabato 27 dicembre 2008

CHI FA DA SE' FA PER TRE

Carissime italiane e italiani, carissimi blogger prepariamoci per l'anno nuovo che, come ha già detto Berlusconi, 'sarà un anno terribile'. Ma noi siamo fortunati perché siamo temprati e preparati. Infatti sin dai tempi dell'allora presidente Oscar Luigi Scalfaro (almeno a memoria), il popolo italiano è invitato dai vertici istituzionali a resistere, soffrire e sperare in attesa di tempi migliori. Ma tutto questo ci è stato fatto per il nostro bene. Come dei buoni genitori le più alte cariche dello Stato italiano ci hanno insegnato a cavarcela da soli per gioire in seguito (chissà quando). Eravamo e siamo dei Rambo e non lo sapevamo. Per cibarci, in caso di un'economia sempre più debole, andremo per boschi, cacceremo il possibile, prenderemo le erbe più utili (per i più deboli magari un'erba distensiva) e porteremo il tutto a casa. Senza dimenticarci però della legna. Con questa faremo il fuoco che ci riscalderà, ci farà da luce e cucinerà il nostro cibo e finalmente ritorneremo all'antico, ai veri veri valori di un tempo. Tutti vicini al braciere mangeremo e ci racconteremo le nostre speranze ed i nostri sogni e in questo caso 'i sogni aiuteranno a vivere'. L'unica raccomandazione che sento di darvi è di non dare retta alla nostra informazione giusto per non andare oltremodo in confusione. Quella recente sulle spese natalizie è stata bellissima. 'A Natale crollo dei consumi del 20%, per i saldi si prevede -30 %. Codacons: spesa media 200 euro, tiene solo il settore hi-tech' questo è il messaggio Ansa che mi arriva sul telefonino. Il TG5 invece mi parla di un Natale in cui si è speso e mangiato e di un'economia che tiene. Insomma l'italiano medio sta bene. Chi dirà la verità? Anche in questo saremo dei Rambo. L'informazione infatti ce la faremo da soli, con il passaparola, con i blog. Parliamone tra di noi infatti, raccontiamoci, confrontiamoci e stabiliamo la verità. 'Chi fa da sè fa per tre' dice un vecchio adagio. Ma in fondo io sono ottimista, veramente. Attenzione: ottimista sì ma stupido no. Buon 2009.

lunedì 18 agosto 2008

MINI SOGNI DI QUESTA ESTATE

'Chi nasce tondo non muore quadrato' ed io ancora una volta, assistendo alle imprese olimpiche dei nostri atleti, mi sono emozionato, ho partecipato e mi sono inorgoglito anche ascoltando l'inno di Mameli.
Sono fatto così e credo che su queste cose non cambierò mai. Siamo disillusi è vero, ma concedetici di aver sognato e di sognare ancora (i giochi si concluderanno il 24 prossimo) anche se sono solo dei mini sogni di un'estate, l'estate del 2008.
Tanto sappiamo tutti i che i sogni muoiono all'alba ed appena finiranno queste Olimpiade ci sveglieremo con gli incubi politici, sociali e di costume del nostro paese.
La speranza, tra l'altro, è che gli atleti italiani che ci hanno dato ed ancora ci daranno gioia, suspense ed un orgoglio tutto italiano (né del sud né del nord quindi) non cadano nella trappola o nella tentazione della passerella dello spettacolo o del reality come fece a suo tempo qualcuno.
Questa Olimpiade per l'Italia, come tutti hanno scritto e detto, è tinta di rosa per il valore delle nostre atlete ma io aggiungo anche di bianco, il colore della purezza. Lo sport olimpico è tutt'altra cosa rispetto quello puramente professionistico come il calcio. Lo hanno dimostrato anche i risultati, le discipline ed i nomi di questi atleti "d'oro" italiani per lo più sconosciuti come la giovane livornese Giulia Quintavalle (oro nel Judo) o Andrea Minguzzi (oro nella Lotta Greco Romana). Tanto si sa, tra un pò ci dimenticheremo di questi nomi per quelli come Totti o Adriano o chi per loro. Peccato. E' anche vero, scrivendo queste cose, che rischiamo di cadere nella retorica come dice Severgnini 1). Può darsi. Siamo anche consapevoli che questi sogni possono essere turbati nel prossimo futuro da eventuali notizie di doping o chissà altro. Ma noi facciamo gli scongiuri anche perché sappiamo che il sospetto è spesso frutto del pregiudizio e di una cattiva abitudine,
Siamo così abituati infatti alle facce dei cattivi che facciamo fatica anche a riconoscere o conoscere quelle dei buoni.
Intanto continuiamo a sognare anche con i ragazzi del pugilato. I ragazzi di Marcianise in provincia di Caserta. Retorica o meno leggete in merito se avete tempo questo 2) bell'articolo di Roberto Saviano e scoprirete un'altra realta del nostro Paese. In questo periodo meno popolato di starlette, gossip, 'amici di...', 'uomini e donne di..", Berlusconi, Veltroni e company tutti travolti dalla magia di Olimpia.

venerdì 30 maggio 2008

Italiani: zitti e mosca !

Allora Mussolini aveva ragione? (tranquilli la mia è una provocazione..). Per il dittatore gli italiani erano in sostanza 'un popolo che andava comandato'. Italiani: zitti e mosca, quindi. Non essendo capaci di gestirvi ci vuole qualcuno che vi comandi. Non avendo voi, popolo senza disciplina che non sapete sfruttare l'opportunità della libertà, ci vuole qualcuno che vi comandi. Avete un problema? Non lo sapete risolvere? Ci penserà allora il vostro 'tutor politico'. Lui deciderà per voi. E quando occorre ecco le leggi, un pò 'speciali' ma leggi. 'Dura lex, sed lex' e quindi obbedite perché o tramite la norma legislativa o il manganello sarete costretti a farlo. Probabilmente, e quì sono veramente serio, una parte del popolo italiano è stato artefice di questo stato di cose. E' scritto "vietato fumare" nel locale ma l'italiano fuma lo stesso. Allora ti sanziono ed ecco che l'italiano non fuma più. C'é un orario stabilito per buttare la vostra spazzatura? E voi niente, la buttate quando vi va. E poi c'é la camorra che ne approfitta e con dei politici di serie "c" come Bassolino e Iervolino vi ritrovate con la monnezza che vi entra in casa. Subito dopo, a situazione disastrosa, arrivano Berlusconi e i suoi. Si cerca di trovare una soluzione e una volta individuata questa non va discussa. Al problema urgente equivale la legge 'urgente'. E va bene, ma mi auguro che un giorno, il più presto possibile, con la stessa urgenza si risolvono i problemi, senza sé e senza ma, dei più sfortunati. I malati, gli abbandonati, coloro che sono reclusi in galera in attesa di giudizio e probabilmente innocenti (anche se non si chiamano Franzoni si intende!), gli anziani, i senza tetto, gli emarginati, i poveri, i nuovi poveri, chi avuto la sfortuna di nascere in regioni dove 'un diritto non è un diritto perché riguarda solo qualcuno ed è quindi un privilegio', chi quotidianamente lotta contro la deliquenza organizzata , i giudici onesti che combattono con pochi mezzi e spesso soli le mafie, gli emigrati che anche se non in regola sono onesti lavoratori nel nostro paese, una legge certa e giusta contro chiunque delinque, una giusta e controllata emigrazione verso l'Italia, la lotta contro qualsiasi forma di razzismo anche latente. Voglio troppo? Mi dispiace ma questo è il costo del mio 'silenzio'. Allora, solo allora, se il 'tutor politico' risolverà anche se con fermezza i problemi di questi soggetti potrò dire mio malgrado: "Obbedisco!".

giovedì 3 gennaio 2008

E' FINITA " L'ARTE DI ARRANGIARSI"

Vado "diritto al sodo". Con tutto il rispetto per la carica istituzionale il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Napolitano a me non è piaciuto. Di più, mi è sembrato uno dei peggiori che abbia sentito insieme a quelli del Suo predecessore Scalfaro. E questo non perché frutto di una "mente anziana", così come magari potrebbe pensare Bebbe Grillo ( http://www.beppegrillo.it/2008/01/la_guerra_dei_n.html), ma perché è anziano ovvero vecchio il suo contenuto. Caro Presidente, "l'arte di arrangiarsi" degli italiani è terminata! Saremo sì un popolo di santi, poeti.. ma non di fessi. E semmai ce ne fosse bisogno, che siamo alla frutta, ce lo ricordano anche dall'estero (che figura).

Se quella del "New York Times" ( "italiani depressi") poteva sembrare una boutade quella dell'Unione Europea no. Loro ci richiamano e ci ammoniscono sul fronte dei rifiuti campani (http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_02/monito_ue_italia_rifiuti_300f6a00-b950-11dc-aa63-0003ba99c667.shtml ). Nascondersi dietro un dito è impossibile. Sperare, senza magari crederci, sull'invettiva, la capacità di ripresa, eccettera del popolo italiano più che un incoraggiamento semba una presa per il...fondoschiena. Peggio di Lei son messi gli artefici di tutto questo disastro politico-italiano. Lei poteva evitarne di farne parte. Lei poteva, con un atto di coraggio, dissociarsi ma non l'ha fatto. Peccato. Anche a Napoli, per questa situazione, il gioco delle tre carte non funzionerebbe più.