A GENOVA, IL 10 GIUGNO....
presso
la Sala del Consiglio Provinciale di Genova
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Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 11:47 AM 2 commenti
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Mi dispiace ma non riesco a non pubblicarlo e ministro Maroni: veda, veda.
.".........C’è anche il caso di Daniele Luca, ci racconti che è successo… Daniele si era divincolato, a suo dire (ma anche le immagini lo confermano) da un eccesso di manganellate, ed è stato investito da una macchina rischiando di rimanere paralizzato. Quale macchina? Una Marea bianca che sembrerebbe trattarsi di una macchina civetta della polizia. Poi cosa è successo? Daniele stesso mi ha raccontato di essere stato trattenuto quella sera presso le celle dello stadio Olimpico e di fronte alle sue richieste di andare all’ospedale perché aveva questo dolore alla schiena, gli è stato risposto che non c’erano i requisiti. Solamente alle 6 del mattino dopo, quando è arrivato in carcere, i sanitari lo hanno immediatamente mandato al Fatebenefratelli. continua a leggere QUI'Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 1:00 AM 1 commenti
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il video dell'aggressione su Gugliotta
IL CASO GUGLIOTTA Roma, 10 mag. (Adnkronos/Ign) - ''Stefano ha una ferita in testa e un ematoma sulla gamba. E’ molto agitato. L'ho visto stamattina e non sta meglio di venerdì sera. Non riesce a capacitarsi di quello che gli è successo''. A parlare a SkyTg24 è la mamma di Stefano Gugliotta, il giovane arrestato e pestato dalla polizia dopo la finale di Coppa Italia Roma-Inter (continua a leggere quì>)
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 11:55 PM 6 commenti
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Sono dei copia e incolla 'micidiali' questi post ma il tempo che ho da dedicare al web ultimamente è molto poco. Spero comunque di segnalare almeno qualcosa di interessante come credo che sia la storia della 'Sloi' di Trento. Per chi vuole, quindi, buona visione e buona lettura! SLOI LA FABBRICA DEGLI INVISIBILI a Trento, «La fabbrica degli invisibili»
"Per il fascicmo era lo stabilimento che doveva sostenere l’Italia nella guerra, per gli operai una fonte di reddito per uscire dalla miseria. Ma la Società lavorazioni organiche e inorganiche – per tutti Sloi – di Trento che produceva piombo tetraetile (l’antidetonante per le benzine) divenne La fabbrica degli invisibili. Un numero mai verificato di lavoratori (erano più di 300 negli anni del boom economico) si ammalò per i danni causati dal piombo. Molti di loro vissero la vergogna di passare per alcolisti (i sintomi dell’avvelenamento sono simili) o per pazzi e furono rinchiusi nell’ex ospedale psichiatrico di Pergine, lo stesso di Ida Dalser. Altri soffrono ancor oggi, più di 30 anni dopo. continua a leggere
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 6:23 PM 1 commenti
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'Volevo che tutta l'umanità fosse felice: guardate l'avvenire in faccia, radioso, sicuro: voi sarete felici, e io sarò l'artefice della vostra felicità. Muoio giovane, molto giovane; vi è qualcosa che non muore, è il mio sogno!... Presto il duro inverno, presto anche la bella estate: io riderò della morte perché non morirò, non mi uccideranno, mi faranno vivere eternamente: il mio nome risuonerà dopo la morte non come un rintocco funebre ma come un volo di speranza" tre ore prima di essere fucilato scrive lo studente Félinen Joly di anni 21.
(preso da qui )
"Stefano Cucchi, il geometra romano Stefano morto all’ospedale Sandro Pertini sei giorni dopo l’arresto, è stato sepolto senza informare la famiglia. Lo rivela la sorella Ilaria in una lettera indirizzata a Monsignor Giuseppe Marciante, uno dei religiosi più attenti alla vicenda Cucchi (continua a leggere qui ).Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 11:24 PM 5 commenti
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Ha un fascino particolare il mare d'inverno (nella foto che ho scattato a dicembre vedete quello calabrese). Niente ombrelloni, niente caos, siete voi e il mare. Probabilmente se fossi nato là, dove regna la beltà della montagna, avrei ammirato le vette innevate. Anzi sicuramente l'avrei fatto. D'altronde è la natura gente! E se non crediamo (io ci credo) in nessun Dio almeno crediamo nella perfezione della natura stessa e della sua supremazia sugli uomini che cercano di gestire i grandi eventi della vita e della morte senza trovare una soluzione nemmeno su quelli minimi. E' l'arroganza e la superbia dell'uomo stesso che dovrebbe, sarebbe ora, constatare che nessuna ideologia è stata ed è perfetta soprattutto se spinta all'estremo. E' stata "ideologia estrema" che ha indotto Rita Bernardini e Sergio D'Elia (la prima dei Radicali, il secondo di 'Nessuno tocchi Caino') che in merito a presunte violenze fisiche subiti dagli stupratori di Guidonia e dei loro complici sono andati a trovarli denunciando il tutto?!? Evviva i diritti civili! Certo! Così come è certo che ha sbagliato chi ha minacciato la Bernardini sui vari siti online. Mi domando però dove erano i due sopracitati quando un ragazzo in galera è stato picchiato e stuprato (ne ho parlato anche in questo blog 1) e quando un altro di 25 anni si è ucciso 2) dopo essere stato anche lui violentato ma in un altro carcere, quello dell'Ucciardone. Ma già, che scemo che sono, questi sono Abele, occupiamoci solo di Caino. Si vive molto in modo politically correct. Tanto che rischiamo di ascoltare solo le ragioni dei palestinesi in virtù della reazione sproporsionata degli israeliani.
Sono allora razzista e violento se dicessi che probabilmente uno schiaffone ai violentatori di Guidonia l'avrei dato anche io o sono anti-palestinese se penso che è da entrambe le parti che si dovrebbe trovare un accordo, una soluzione al conflitto e che le uniche vittime sono tutti quei poveri morti da entrambe le parti. La guerra è un orrore e certamente non è mai santa! Fermatevi tutti, fermiamoci tutti e ragioniamo, se possibile.
Non è tempo di fermarsi ma anzi di solidalizzare con il capo della Procura di Parma Gerardo Laguardia 3) che dopo aver autorizzato la pubblicazione della foto che avete appena visto e che ritrae un vigile della polizia municipale di Parma mostrare come un 'trofeo di caccia' il povero ragazzo Emmanuel Bones ( Emmanuel aveva denunciato di essere stato aggredito e picchiato senza motivo da alcuni agenti) è stato attaccato duramente da avvocati, sindacati, comitati e forze pubbliche. "La gente deve sapere" ha detto il dottore Laguardia giustamente, anche se ciò, forse, non è politically correct.
Tante sono le storie per cui dovremmo indignarci come la storia di Alberto Mercuriali 4) che ci fa riflettere ancora una volta su una legge inadeguata sull'uso e il possesso di hascish (lo dico io che sono sfavorevole all'uso di tutte le droghe) e sull'inadeguatezza o poca professionalità dei media nel gestire e comunicare le notizie.
Insomma ci sarebbe tanto da fare sporcandosi le mani e svestendosi degli abiti del politically correct senza indossare nemmeno quelli dell'anti-buonismo che permette ad una Alessandra Mussolini di dire durante una trasmissione RAI che 'è una tragedia avere figli ricch....gay" . Si è perso il senso della realtà, della misura dimenticandoci che alla fin fine siamo protagonisti di un 'progetto' che forse per alcuni di noi non sarà divino ma è certamente superiore a noi.
1) http://romanoscaramuzzino.blogspot.com/2008/09/le-ali-della-liberta.html
2) http://temporeale.libero.it/libero/news/2008-12-17_117288672.html
4) http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=3516
4) http://amicidialberto.blogspot.com/
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 11:50 AM 9 commenti
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Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 8:32 PM 16 commenti
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"Le Ali della Libertà" è un film del 1994 tratto da un racconto, "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank", di Stephen King.
Film drammatico, a volte duro, ha avuto 7 nomination all'Oscar del 1995.
La trama. Siamo nel 1947 e il banchiere Andy Dufresne del New England, interpretato da un magnifico Tim Robbins, viene ingiustamente condannato a due ergastoli per l'uccisione della moglie e del suo amante e quindi rinchiuso nel carcere di Shawshank.
La vita carceraria di Andy risulterà più drammatica di quanto lui potrà prevedere non solo perché vissuta da innocente ma anche per la convivenza con il corrotto direttore e il personale violento del carcere. Come se non bastasse Andy verrà più volte violentato dalla banda "Le Sorelle" che miete vittime in questo luogo infernale. Andy, però, conoscerà e stringerà un rapporto di amicizia con Red (interpretato da Morgan Freeman). Red è conosciuto nel carcere come abile procacciatore di cose e proprio da lui Andy, appassionato studioso di minerali, si procurerà prima un martelletto e poi anche un grande poster di Rita Hayworth.
Stringendo legami, grazie alle sua abilità nel campo finanziario, con il direttore e il personale del carcere Dufresne, nonostante le varie vicissitudini, andrà avanti ma con un solo obiettivo. Il suo forte senso della speranza, la sua forza interiore, la sua intelligenza avranno la meglio su quello che poteva diventare un futuro infernale perenne.
Andy riuscirà ad evadere (non vi dico come e non aggiungo altro sul film per chi lo volesse vedere). "Le ali della libertà" è comunque un film sul riscatto, la speranza e la redenzione. Un film da vedere.
" Detenuto in attesa di giudizio" è invece un film del 1971 diretto da Nanny Loy. La trama. Il geometra Giuseppe Di Noi (Alberto Sordi) da anni si è trasferito in Svezia dove si è creato una famiglia e un lavoro rispettabile.
Giuseppe decide, un giorno, di tornare in Italia per una vacanza ma viene inspiegabilmente arrestato alla sua frontiera.
Condotto in un carcere di isolamento Giuseppe vive un vero incubo vittima di un errore giudiziario. Durante la sua permanenza viene pure violentato da altri carcerati.
Quando finalmente la moglie e l'avvocato di Giuseppe riescono a dimostrare la sua innocenza, il personaggio del film è ormai segnato irrimediabilmente nel fisico e nella mente.
Alberto Sordi con questa interpretazione vincerà l'Orso d'oro al Festival di Berlino.
Il film di Nanny Loy è la prima e chiara denuncia sull'inadeguatezza del sistema giudiziario e carcerario italiano. E siamo nel 1971....
Anno 2008. I film si sono spesso ispirati alla realtà ed a volte anche su di essa hanno profetizzato. Leggere però questa notizia 1) che avuto scarsa se nulla risonanza mediatica (vedi i telegiornali) e sociale mi scandalizza non solo per il suo contenuto ma anche e soprattutto per l'inerzia, l'assoluta indifferenza, la paralisi delle menti e delle anime di tutti coloro che rappresentano quello che ancora oggi si vorrebbe definire un paese civile come l'Italia.
Riassumo la notizia. " Un uomo di 40anni omosessuale, detenuto in un carcere calabrese, viene ripetutamente violentato dai suoi compagni di cella i quali, una volta scoperto la sieropositività dell'uomo, lo picchiano e lo minacciano di morte. Il detenuto, arrestato lo sorso giugno per furto, viene in seguito trasferito in una cella di isolamento con topi e scarafaggi e poi trasferito ad altro carcere.
Il tutto viene denunciato da Franco Corbelli leader del Movimento dei diritti civili. L'uomo è ora agli arresti domiciliari. L'Arcigay denuncia che quotidianamente vengono violentati da singoli o in gruppo gay ed eterosessuali nelle galere italiane".
Adesso mi domando, dove è finita la civiltà italiana. Dove sono i politici che rappresenterebbero il nostro Paese e gli intellettuali. Dove è la coscienza di un popolo ormai addormentato, anestetizzato, umiliato come quello italiano che delega al singolo sia nello sport che nella società il ruolo di salvatore ed eroe. Dove sono quei politici che una volta facevano 'visite a sorprese' nelle carceri e nell'allora manicomi. Dove sono i registi come Loy.
Dove è la dignità dell'italiano. Dove è riposta la possibilità di un sana disobbiendenza civile che si potrebbe attuare nella prima e semplice delle cose e cioè nel non pagare il canone Rai, farsi sigillare i suoi canali e meglio ancora spegnere del tutto la tv boicottando così la pubblicità che porta soldi solo ed esclusivamente ai soliti noti.
Chi ricucirà "le ali" spezzate di questi uomini feriti nel fisico e nell'animo. Bé, se è questa l'Italia di oggi allora, io, mi vergogno di essere cittadino italiano.
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 9:32 AM 16 commenti
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Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 8:00 AM 0 commenti
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Forse è anche per questo che loro, le donne, sono sempre di più vittime di abusi. Abusate anche due volte, perché senza giustizia.Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 7:00 AM 0 commenti
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(foto Epa)
Indossare una maglietta rossa oppure - come simbolo - anche un fazzoletto di questo colore è l'appello che sta circolando nella rete ed è riportato dalle varie testate giornalistiche on line 1). Oggi - 28 settembre - a sostegno della causa del popolo Birmano è questa la forma di protesta e solidarietà da attuare.
Rosso Birmano, rosso sangue.
Ricordando che diversi sono ancora i popoli vittime di dittature e di sopprusi nel mondo
1)http://www.kataweb.it/articolo/2555377
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:30 AM 2 commenti
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Chissà dove bisognerebbe andare per vedere i diritti umani negati. A Guantanamo? O chissà dove in giro per il mondo si potrebbe pensare. Poi arriva un utile e bel esempio di giornalismo come quello di Fulvio Bufi e leggendo il suo articolo "Suicidi e Aids, i "matti" dimenticati"1) capiamo che l'umanità negata è anche a casa nostra. Ma in verità questo lo sapevamo...L'inchiesta fatta da Bufi comunque stride con il sito stesso dell'Ospedale giudiziario di Aversa che rappresenterebbe un'altra di realtà (altra verità della Vita: mai fidarsi delle apparenze). E si, perché l'inchiesta giornalistica fatta proprio sull'Opg di Aversa ci racconta di cinque morti in pochi mesi in quest'ospedale (?!?!).
Le condizioni igieniche poi dell'opg risultano essere disastrose tanto che nella realtà questo viene considerato un vero e proprio lager.
I malati ( tra l'altro ) non pensate che siano quei deliquenti fuori di testa di grosso calibro che ci possono venire in mente, ma è gente che per anche per cazzate, si ritrova lì e per un destino perverso ( ovvero abbandonati dai parenti o senza oppure sprovvisti di un avvocato o di un medico personale valido ) si ritrovano in questi posti senza nessuna speranza.
Nessuna speranza di guarigione o di reinserimento sociale.
Il dottor Marco D'Alema, fratello del più noto Massimo, psichiatra e consigliere del ministro Turco pare che stia lavorando ( speriamo con risultati buoni e veloci ) al decongestianamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Si penserebbe infatti a una graduale chiusura degli opg.
Speriamo bene, speriamo che in ogni dove i diritti primari, i cosidetti diritti umani di ogni essere umano vengano rispettati. La vera sfida globale che pare si appalesa ai politici, alla società internazionale è che dalla Cina all'America, dall'Italia a Cuba si dia dignità alla vita.
1) http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/18/BUFI.shtml
- la foto è tratta dal sito www.dirittiglobali.it/
Pubblicato da Romano Scaramuzzino alle 12:47 PM 0 commenti
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