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martedì 21 ottobre 2008

VOX POPULI, VOX DEI?

Quando circa dieci anni fa (se non sbaglio) fu reso obbligatorio l'uso delle cinture di sicurezza per gli automobilisti, pena la multa, ecco che i "napoletani" non trovarono di meglio che realizzare delle magliette con una cintura disegnata sopra. 'Fatta la legge, trovato l'inganno', i soliti italiani, i soliti napoletani... Ebbene, nonostante qualcuno ci creda ancora oggi, questa è una vera e propria leggenda metropolitana o come la chiamerebbero gli americani un'urban legend! Per pure caso, guardano la tele, personalmente ne ero a conoscenza della verità sin dall'esordio della leggenda stessa quando un divertito Claudio Ciaravolo (psichiatra napoletano) dagli schermi televisivi ne rivendicò la paternità e la...bufala. La cosa sorprendente è che nemmeno le numerose smentite sono riuscite ad abbattere l'infondatezza della stessa. Sembra che valga infatti, o rimanga nel ricordo collettivo e personale, più una notizia falsa che la smentita della stessa. A livello di comunicazione questo è straordinario, pericolosamente straordinario. Dalle urban legend alla diffamazione, alla calunnia, al creare dei mostri il passo è breve. Nel restituire la dignità alle persone vittime di esse, il passo, invece, è lungo, molto lungo e a volte giunge anche in ritardo. Di leggende metropolitane anche il nostro Paese ne è pieno. Unisci il pregiudizio (in questo caso su ' i napoletani') insieme al passa parola e si può innalzare o demolire una persona o un'immagine. Niente di più sbagliato, quindi, del 'vox populi, vox Dei' (se lo si intende come 'quello che dice o viene dal popolo è voce di Dio, quindi vera'). link utile: http://www.ciaravolo.it/maglietta.html

mercoledì 27 agosto 2008

InteragiMente Comunico IstantaneaMente

I blog sono un nuovo strumento di comunicazione facenti parte delle cosidette nuove tecnologie.
Ma per comunicare Internet ci offre diversi altri modi che risultano essere utili ed integrativi per il blogger, per I BLOGGER.
Non sto parlando di Twitter o di programmi da scaricare anche se semplici come Skipe ma della semplice messaggistica istantantea. A volte, tempo permettendo, è bello comunicare in tempo reale con un amico o più amici blogger.
MSN Messenger (http://www.messenger.it/ ) è comodissimo per questo scopo. Io l'ho usato stasera, brevemente, con una nostra amica blogger e lo ritengo veramente utile. Pensateci amici! Siamo pochi, forse, ma insieme, se le nostre idee, il nostro comunicare è sempre più coeso siamo una piccola forza. Meglio che nulla...

martedì 13 novembre 2007

QUESTI SONO I VERI BLOG

Blog, blog, blog. Bla, bla, bla. Ieri sera Bruno Vespa e company si mostravano tutti stupiti riguardo il fenomeno dei blog usati dai ragazzi come una sorta di diario on line. Prendendo spunto da quelli di Amanda Knox e Raffaele Sollecito era quasi un coro di scandalo su queste nuove forme di comunicazione. Sì, perché questo sono i blog. Nuove forme di comunicazione (facenti parte dei media digitali ) che come tutti gli altri media sono anche usati in modo distorto purtroppo. Prendiamo la televisione ad esempio. Ma voi sapete quello che va in onda la sera tardi sui canali privati, satellitari? E i giornali? Ma voi, benpensanti, vedete come sono piene l'edicole di quelli pornografici? Suvvia.. Purtroppo, e ripeto purtroppo, non sempre tutto si può controllare (o si vuole controllare). E ciò sarebbe opportuno forse. E poi ci sono le persone malate che usano You Tube come grancassa per i loro deliri. Fermateli. E prima magari che vadano on line. Dove sono infatti le famiglie di questi ragazzi quando loro si "confessano" sui loro blog? I blog sono altro. Sono l'altra faccia dell'informazione muta e servile. Esempio. - Aldo Bianzino 1), 44enne di Pietrasanta, arrestato per coltivazione di canapa indiana sul suo orto è morto nel carcere di Capanne. Pare perché pestato a morte. E' stata aperta un'inchesta per omicidio volontario;

- Prodi è finito sul Financial Times perché ha dichiarato di non sapere con esattezza quanti sono i rumeni entrati nel nostro paese. Pare che sappia, invece, quanti sono le aziende italiane che investono in Romania.

Alcune organizzazioni italiane, sensibili al problema, si chiedono quanti sono i bambini che effettivamente vivono nei campi nomadi. Pare che nella sola città di Bologna su 11 bambini:

3 erano realmente i figli dei genitori, 5 erano "in affitto" e dei 3 restanti non si sapeva nulla....;

- Gioacchino Genghi, l'esperto nominato da Luigi De Magistris, è stato rimosso dalla Procura di Catanzaro insieme al capitano dei Carabinieri Pasquale Zaccheo che aveva seguito la nota inchiesta "Why Not".

Queste notizie non le ho trovate sui siti on line d'informazione bensì su un blog, quello di Beppe Grillo.

Evidentemente neanche Vespa e company le conoscevano. Altrimenti ci avrebbero informati. Non credete? E al di là di "Chi l'ha visto", "Annozero", "Report" non saprei dove trovare un'informazione libera nella televisione italiana.

Informazione libera ma a stento. Se potessero.....

Anche il giornalista di Repubblica.it evidentemente è "distratto". 4)

Oltre il diario on line (nel bene e nel male ) i blog, per me, sono altro.

Sono quegli strumenti di comunicazione che permettono a molti italiani di non avere al posto della bocca una cerniera.

1) http://www.beppegrillo.it/2007/11/cristo_si_e_fer.html

2) http://www.beppegrillo.it/2007/11/non_lo_sa_nessu.html

3) http://www.beppegrillo.it/2007/11/tritolo_why_not.html

4) http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa2/generazione-youtube/generazione-youtube.html

venerdì 9 novembre 2007

Quando la Cultura è cibo per la nostra mente

Conosco una signora anziana che non sa né leggere né scrivere. Analfabeta, quindi. Ebbene, vi posso garantire che è una delle persone più buone, perspicaci, intelligenti che abbia mai conosciuto. Al contrario conosco professionisti cinici, cattivi, vigliacchi. Il "titolo" non fa l'individuo quindi. Penso che sarete concordi con questo mio pensiero. Non esiste "titolo" che possa certificare la bontà d'animo o l'intelligenza (nella vita) di una persona. Anzi, forse possiamo considerare l'intelligenza non come una caratteristica sempre e per forza "positiva". Esiste, infatti, "l'intelligenza criminale". Criminali che sono intelligenti e che l'applicano (l'intelligenza) proprio nei loro "delitti". Forse è la bontà la virtù migliore che si possa avere. Ma esiste una "corso di laurea in bontà"? O un master per conseguirla?... Credo, però, che la cultura sia un elemento che non possa fare altro che migliorare la nostra personalità. La cultura, probabilmente quella umanista, ci può rendere migliori. Come possiamo, tra l'altro, vivere bene il presente e progettare il futuro se non conosciamo il nostro passato? Anche perché, purtoppo, è nella storia passata che hanno vissuto i giganti dell'umanità. Non sono pessimista per il futuro ma noto che l'attualità ci mostra una generazione (di anziani e giovani) senza sentimenti, drogata, superficiale, cattiva. Dovremmo avere dei riferimenti. Ma quali sono quelli attuali? I migliori ci stanno lasciando chi li sostituiranno? Non sono nemeno a priori contro la cultura di oggi. Pensate...io ho seguito le ultime puntate dell'Isola dei famosi. E' cultura questa? Comunque credo che sia interessante vedere ed analizzare, in un "reality" come questo, il comportamento dei partecipanti e le loro relazioni. In un "reality", tra l'altro, non si può mentire. Non mente nemmeno il corpo che dimagrisce e le cui masse muscolari diventano ipotoniche. E' lo scopo di questo "reality" che non condivido. Si va per rifarsi un'immagine o per crearsela. E' tutta un'operazione di marketing. Peggio ancora sono gli altri "reality". "Il Grande Fratello"? Il primo fu interessante e aprì la porta ad un nuovo mondo della comunicazione (anche se non condivisibile) . Ci fece capire, infatti, come un 'immagine creata dalla televisione poteva "fruttare". Fu l'inizio delle "ospitate" in discoteche. Sconosciuti che da un "reality" divennero "famosi" e richiesti da un pubblico fatto da ragazzine e ragazzini. Iniziò in seguito l'era di Costantino e quindi di Lele Mora e company. La "fisicità" conquistava e conquista, vende e fa fare soldi e notorietà. E i vecchi? Non sono migliori dei giovani. Loro vanno in Tailandia, come ci ha fatto vedere ultimamente una trasmissione giornalistica. Quì riescono ad "affiancarsi" ( sfruttando la povertà del posto) a giovani ragazzine ( risulta il tutto essere poi il vero e proprio squallido sistema del cosidetto "turismo sessuale" ) . Dall'altra parte buona parte dei giovani di oggi (sia quelli che non studiano sia quelli che perseguono l'ennesimo "master") sono certamente privi di cultura e vuoti. E i "vuoti" li riempiono poi droga, alcool e comportamenti devianti. Anche quello che sembra "il bravo ragazzo" può diventare il "mostro" di turno. Non possiamo e non dobbiamo generalizzare questo è certo!. Esiste infatti un "popolo", in questa generazione, fatto da persone per bene. Solo che è minoritario ed anche meno visibile. Comunque per me studiare, conseguire un "titolo" non è cultura. Almeno la cultura che io intendo. Quella cultura non fatta da "nozioni" e "codici" da imparare a memoria e che deve essere accessibile ad ogni età. Mai accontentarsi, mai fermarsi pensando che ormai non c'é più tempo per imparare. Oggi, sia con Internet che con altri strumenti, possiamo sempre innalzare il nostro livello di cultura. Una cultura che forse non fa "curriculum" ma che probabilmente ci rende migliori anche nella vita di tutti i giorni. La cultura (quella personale e quindi anche autodidatta) ci permette di occupare il nostro tempo in modo positivo. Non ci darà una laurea (se poi sono questi i laureati, i professionisti del nostro tempo...) ma ci arriccherà, ci renderà persone migliori. E per questo motivo e per diletto personale che, tra un post e l'altro, ne scriverò qualcuno dedicato ai grandi personaggi di tutti i tempi. Lo farò per me ma anche per chi oltre un post dedicato all'attualità (anche divertente) vorrà leggerne qualcuno più impegnativo, noioso forse ma anche interessante. La cultura, quella con la "C" maiuscola è e sarà sempre cibo per la nostra mente.

mercoledì 26 settembre 2007

I BLOGGERS, TRA VITA REALE ED UNA "VIRTUALE"

La testa nel pc....
Tra comunity, incontri virtuali, specie di chat i bloggers italiani rischiano di vivere una "second life"?
Questo può accadere, questo è un rischio.
Anche se alcuni di loro si incontrano e in modo proficuo.
Ma esiste una realtà dei bloggers che non è propositiva.
Mi spiego meglio.
Il blog è un mezzo di comunicazione che ognuno utilizza come meglio crede ( si spera nel rispetto degli altri ), quindi non è da criticare chi lo usa come vero e proprio diario on line.
On line alcuni blogger raccontano quasi giornalmente la loro vita. Si scrive e si leggono quindi i loro sentimenti, i loro contrasti, i loro nomi e addirittura si vedono le foto dei bloggers e dei loro familiari.
On line va in onda la loro vita che poi è commentata da altri bloggers. Il tutto diventa quindi una sorta di grande fratello web che confluisce in una specie di comunità ( comunity ).
Ci si incontra sul web. Appuntamento on line con persone che magari non si conoscono e forse mai si conosceranno di persona. Una vera e propria chat.
Talvolta manca, secondo me, però il fine "reale". Il fine che può portare utilità, contributo nella vita "reale" grazie i bloggers.
In America i blog vengono utilizzati anche dagli ammalati 1). In Italia e non solo li utilizzano giornalisti, politici, aziende. Ma qual'é un obiettivo che stanno raggiungendo i bloggers nella vita sociale italiana.
Innanzitutto viene ribadito il concetto di libertà d'espressione e da alcuni viene insegnato l'utilizzo di uno strumento così importante come internet. Sta avvenendo una specie di alfabetizzazione del web, del quale molti ignorano gli strumenti ( per primo io, intendiamoci..) e che alcuni insegnano.
Ecco, le idee possono partire dai bloggers e colpire la vita reale. E le idee e gli obiettivi che possono raggiungere i bloggers possono e sono numerosi ( senza che ci si monti la testa però..).
Se questo non avviene, il tutto rischia di diventare una second life e pure virtuale!

mercoledì 23 maggio 2007

BLOG: IN AMERICA LI USANO GLI AMMALATI

" Mi trovo nell'ospedale......, mi sono rotto un ginocchio e mi hanno sistemato alla meno peggio in una corsia. Il medico non mi degna di nessuna attenzione....Mi hanno lasciato solo..." oppure " Sono ricoverato presso l'ospedale...essendo malato di cuore. In modo eccelso sono stato operato. Adesso sto meglio. Volevo informare i miei amici....".
Ve lo immaginate tutto questo in Italia? E tramite un Blog? Ebbene in America questo accade. Esiste un informazione on line, tramite dei Blog appunto, che collega l'ammalato ai suoi familiari, ai suoi amici. Il paziente può informare così circa la propria malattia e sul suo
andamento.
Di tutto questo ne dà notizia Eric Zorn, giornalista del Chicago Tribune, che ricevendo una e-mail - che l'informava di un suo amico ricoverato presso un ospedale - in calce alla stessa ha trovato un link. Una volta cliccatoci, Zorn veniva inviato ad un Blog ( i più noti negli USA sono Carepages: http://www.carepages.com/ e CaringBridge: http://www.caringbridge.org/ ) .
Ed ecco che sul Blog stesso il suo amico, insieme ad una community di ammalati, comunicava con i suoi amici sulle sue condizioni di salute.
Sarà un' americanata? Può essere. Ma nel bene e nel male, l'informazione filtra. E senza bavaglio. Questo è il bello di Internet e dei Blog.
Immaginate tutto questo nel nostro paese?
fonte: Pensiero Scientifico Editore

sabato 10 febbraio 2007

ANNA NICOLE SMITH E IL VIDEO DELLA VERGOGNA

Titolo: il video della vergogna.
Svolgimento: muore l'ex playmate Anna Nicole Smith e le immagini di lei morente, soccorsa dagli infermieri negli suoi ultimi istanti di vita, vengono venduti per 500 mila dollari.
Trasmesso da una televisione tedesca e adesso anche on line il video, di breve durata, è l'ennesimo esempio della miseria umana. Un decadimento di ogni valore che innalza invece la morbosità estrema delle persone (quanti lo avranno visto?) e la ricerca senza vergogna non dello scoop ma del danaro. I soldi, tanti maledetti e subito.
Tutto questo fa emergere la parte malata delle tecnologie, l'uso distorto di Internet e di ogni mezzo di comunicazione che dovrebbe, laddove c'é possibilità di controllo, rifiutare, emarginare la comunicazione spazzatura.
I video della vergogna fanno vergogna non solo a chi li esegue e li vende ma anche a chi li pubblica (televisione) e a chi li guarda.
Conclusione: la soluzione, se esiste, è da ricercarsi solo nella educazione, nella cultura, nella legge che famiglia, scuola, responsabili della comunicazione, legislatori sarebbero tenuti ad insegnare e far rispettare.
Ma probabilmente tutto questo è solo pura utopia.