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mercoledì 26 settembre 2007

I BLOGGERS, TRA VITA REALE ED UNA "VIRTUALE"

La testa nel pc....
Tra comunity, incontri virtuali, specie di chat i bloggers italiani rischiano di vivere una "second life"?
Questo può accadere, questo è un rischio.
Anche se alcuni di loro si incontrano e in modo proficuo.
Ma esiste una realtà dei bloggers che non è propositiva.
Mi spiego meglio.
Il blog è un mezzo di comunicazione che ognuno utilizza come meglio crede ( si spera nel rispetto degli altri ), quindi non è da criticare chi lo usa come vero e proprio diario on line.
On line alcuni blogger raccontano quasi giornalmente la loro vita. Si scrive e si leggono quindi i loro sentimenti, i loro contrasti, i loro nomi e addirittura si vedono le foto dei bloggers e dei loro familiari.
On line va in onda la loro vita che poi è commentata da altri bloggers. Il tutto diventa quindi una sorta di grande fratello web che confluisce in una specie di comunità ( comunity ).
Ci si incontra sul web. Appuntamento on line con persone che magari non si conoscono e forse mai si conosceranno di persona. Una vera e propria chat.
Talvolta manca, secondo me, però il fine "reale". Il fine che può portare utilità, contributo nella vita "reale" grazie i bloggers.
In America i blog vengono utilizzati anche dagli ammalati 1). In Italia e non solo li utilizzano giornalisti, politici, aziende. Ma qual'é un obiettivo che stanno raggiungendo i bloggers nella vita sociale italiana.
Innanzitutto viene ribadito il concetto di libertà d'espressione e da alcuni viene insegnato l'utilizzo di uno strumento così importante come internet. Sta avvenendo una specie di alfabetizzazione del web, del quale molti ignorano gli strumenti ( per primo io, intendiamoci..) e che alcuni insegnano.
Ecco, le idee possono partire dai bloggers e colpire la vita reale. E le idee e gli obiettivi che possono raggiungere i bloggers possono e sono numerosi ( senza che ci si monti la testa però..).
Se questo non avviene, il tutto rischia di diventare una second life e pure virtuale!

1 commento:

Salvatore Scaramuzzino ha detto...

E' proprio vero quello che lei dice...a mio avviso si corre il grave rischio che il mezzo telematico che abbiamo a disposizione diventi una sorta di "moda" che porta milioni di prsone ad aprire blog tutti uguali tra di loro e fini a se stessi...
Stà alla maturità degli altri blogger promuovere (dando loro visibilità) le idee veramente originali o utili... altrimenti ci ritroveremo ad aver sprecato una grande opportunità di aggregazione che non è detto che si possa ripetere in futuro...