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venerdì 8 giugno 2007

LA CALABRIA E IL MALE ( QUASI ) OSCURO

"Non chiedete cosa il vostro Paese possa fare per voi: chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese!". Parole di John Fitzgerald Kennedy durante il suo discorso innagurale del proprio mandato nel 1961. Chi scrive è un calabrese, per esattezza nato nella città di Catanzaro, ma che per motivi di lavoro vive da circa due anni nel nord Italia. Non ho mai parlato su questo Blog della Calabria, che certamente non ho mai dimenticato, forse inconsciamente o volutamente. Non so. Parlare della Calabria per me è probabilmente come parlare di un amore finito male. Ogni tanto ci si pensa ma non con piacere. E al di là di quei pochi affetti che mi legano alla mia città e alla mia regione il ricordo è sporadico. Lo confesso. Ci sono voluti quelli del "Blog alla deriva nel gran mare di internet" ( http://www.blogalladeriva.blogspot.com ) e di qualche altro bloggers calabrese che gentilmente mi sta contattando per farmi riaccendere la speranza. Forse qualcosa si muove, mi son detto. Forse le cosidette nuove forme di comunicazione come i Blog e quindi Internet possono nella rete creare una rete sana di informazione, critica e calabrese. Ma siamo sempre nel dubbio e nella speranza. E la Calabria da anni si ciba di speranze quasi sempre disattese. E questo come mai? Perchè? Non è difficile parlare bene della Calabria e dei suoi illustri figli. I nomi sono tanti anche quelli che questa regione ha ospitato. E' facilissimo parlarne male. Ma a cosa gioverebbe? E' invece opportuno parlarne in modo critico ed obiettivo. Ed obiettivamente non è per colpa dei nostri connazionali del nord o della Lega o di chi sa chi che la Calabria è nello stato che si ritrova. Certamente, e questa non è una consalazione anzi, oggi come oggi in tutta l'Italia le cose vanno male. E in questo ne risente anche la nostra regione. Il problema è un altro: da noi il male è cronico. E non più oscuro!. Dire quali sono i mali della Calabria sarebbe in parte retorica ma verità. Ma in questo momento non mi va di citarli. Piuttosto, esiste la cura? Secondo me, sì! Ed è culturale. Solo con un' operazione culturale di vasta portata e non certamente politica ma individuale e collaborativa si può guarire la Calabria. Un'operazione culturale che investa la famiglia, le scuole, le Università, lo sport. Un'operazione culturale che parta dal basso, come direbbero gli americani. Loro, uniti anche tramite Internet, sono quelli che creano i politici e non viceversa. E se non è la regola almeno ci provano e a volte ci riescono. In sostanza, parafrasando le parole del presidente Kennedy, dovremmo dire: "Non chiedete cosa l'Italia possa fare per i calabresi. Chiedetevi voi calabresi cosa potete fare per la Calabria!".

2 commenti:

Fortunato Vadalà ha detto...

Questo post esprime tutto quello che era il mio sentire e il mio pensiero quando decidemmo di creare il "blog alla deriva". ero uno dei tanti ragazzi che avevano cominciato a fare politica con Francesco Fortugno.Dopo il tragico evento del 16 Ottobre, sentii un moto di azione nel vedere i "Ragazzi di Locri", e decisi di scendere in campo , nel mio modesto campo di azione, per cercare di fare qualcosa. Quei ragazzi avevano "bucato" i media e finalmente si parlava di Calabria in modo approfondito e insistito. Proponevo a quei ragazzi di usare il potere mediatico per dare voce alla vera Calabria, quella delle persone oneste, ospitali, quella della cultura ricca e varia. Purtroppo si trattava soltanto di gente superficiale che aveva organizzato su un omicidio una vasta operazione di marketing per promuovere la propria faccia, il proprio miserrimo tornaconto.
allora decidemmo per il blog, cercando di dare spazio alla storia, alla cultura, e alla tante cose positive che la Calabria può dire e dare.
Assieme a noi ci sono tanti blogger che amano e raccontano la vera Calabria.
Lancio qui la proposta di inserire in tutti i blog calabresi un logo "Calabria positiva" o simili per creare una rete di blogger calabresi che possa intreragire, tipo trattare uno stesso argomento da vari punti di vista differenti oppure lanciare campagne perchè l' Unione fa la forza.

Romano Scaramuzzino ha detto...

Caro Vadalà, pubblico molto volentieri il tuo commento anche se mi tocca dissociarmi da quel che tu dici rispetto "I Ragazzi di Locri". I motivi sono due.

Il primo è che non conosco di persona questa realtà, la seconda è che la legge ritiene responsabile il proprietario del Blog che pubblica i commenti.

Per il resto..tante cose si possono fare ( ed io posso essere disponibile ) ma l'esperienza mi insegna che più che i proclami sono i fatti quello che contano. E i fatti si possono fare in base a un programma serio, continuo nel tempo e graduale. Credo che solo con queste basi si possono sostituire le parole con le azioni.
Grazie e a presto, Romano