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giovedì 6 settembre 2007

SABANI: MORIRE PER INGIUSTIZIA?

Spesso tra il "caso" e la realtà c'é di mezzo una verità.
Anche se la "verità" citata in questo post ( e in un interessante articolo di Corriere.it 1) ) non è certa da un punto di vista medico-scientifico ( seppur illustri medici sospettano un nesso tra "stress" acuto e malattia fisica ) troppi sono i "casi" in Italia di persone ingiustamente perseguitate dalla giustizia-ingiustizia italiana che prima si sono ammalate e poi sono morte.
Le gravi ingiustizie - tra note e non - hanno segnato per sempre la vita di illustri personaggi italiani.
Sarà un "caso"?
Provate a chiederlo a chi è ancora in vita oppure ai loro parenti. Leggete le storie di Enzo Tortora, Massimo Carlotto, Lelio Luttazi, Walter Chiari...
Implicati in casi giudiziari, sbattuti in carcere e sulle prima pagine dei giornali, isolati dagli "amici" e dall'ambiente del lavoro. Per risultare poi innocenti - così com'é accaduto a Gigi Sabani - e liquidati con un modesto risarcimento ( ce ne sarà poi uno proporzionabile al danno?!? ).
Si il "danno".
Fisico, d'immagine, morale, lavorativo.
Anche perché per gli ignoranti, per i cattivi questa è la loro occasione.
Per loro - infatti - il "dubbio" rimane e la maldicenza continua.
E il "danno" può diventare "male".
Valerio Merola - su Corriere.it - dice che c'é una firma sulla morte di Sabani. Aggiungo io per molte ingiustizie più di una.
E se ciò fosse vero?
2) clicca sul link per leggere l'articolo:

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